Sarà Massimo Bray, ex ministro dei Beni e le Attività Culturali, a occuparsi del (difficile) rilancio del Salone del libro di Torino, in attesa della decisione dell'Associazione Italiana Editori in merito al futuro della manifestazione, che potrebbe traslocare a Milano. Il presidente della Regione Piemonte critica l'assessore milanese Del Corno e spiega: "Senza editori il Salone sarebbe a rischio, ma non confonderei gli editori con l'Aie..." - Il punto della situazione

In attesa del 27 luglio, quando il Consiglio Generale dell’Associazione Italiana Editori si riunirà per decidere in merito al futuro del Salone del Libro dopo le polemiche delle scorse settimane, da Torino, dopo le dimissioni del Cda della Fondazione e la proposta fatta pervenire all’Aie (che, a sua volta, ha chiesto più di un chiarimento), arriva l’intervento di Sergio Chiamparino.

Per il presidente della Regione Piemonte il Salone “è stato e sarà sempre un evento culturale. Non è mai stato e mai sarà una fiera. Spero che questo sia chiaro anche all’assessore milanese Filippo Del Corno. Ho trovato stucchevoli e un po’ sgradevoli le sue affermazioni”.

Al di là delle frecciate a distanza, Chiamparino ha confermate le voci della vigilia: sarà Massimo Bray, ex ministro dei Beni e le Attività Culturali e direttore generale della Treccani, a occuparsi del difficile rilancio della manifestazione.

Chiamparino è inoltre consapevole che gli editori stanno valutando seriamente l’opzione Fiera di Milano, ma ci tiene ad aggiungere: “È chiaro che senza editori il Salone sarebbe a rischio, ma non confonderei gli editori con l’Aie. Gli editori sono un mondo più complesso dell’Aie e noi teniamo un dialogo aperto con tutti”. Certo, dell’Associazione presieduta da Federico Motta (a cui queste dichiarazioni certo non faranno piacere) fanno parte i principali gruppi editoriali, oltre che molte importanti realtà indipendenti.

Chiamparino, come riporta l’Ansa, parla anche della situazione finanziaria: “Faremo ogni sforzo per rendere competitiva la nostra proposta anche dal punto di vista economico. E poiché molto di questo capitolo è anche nelle mani del Comune di Torino, abbiamo un valido motivo per collaborare con quella
amministrazione”. Staremo a vedere. Certo il clima non è sereno…


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