Il presidente dell'Aie Ricardo Franco Levi: “Non è un caso che con i festeggiamenti partiamo da qui dal Salone...". Nel corso dell'inaugurazione consegnata una targa ad Adei - I particolari

A Torino ha preso il via il Salone del libro di Torino, dopo giorni di polemiche sul caso Altaforte: tra gli appuntamenti del primo giorno, i festeggiamenti per i 150 anni dalla fondazione dell’Associazione Italiana Editori, che ha scelto lo slogan “una storia lunga che guarda al futuro”. “Siamo orgogliosi del nostro passato e ancora più di quello che realizzeremo nei prossimi anni”, ha spiegato il presidente dell’Aie Ricardo Franco Levi.

E se negli anni scorsi non sono mancati i contrasti tra Torino (Salone) e Milano (Tempo di Libri), Levi ora ci tiene a sottolineare l’attenzione dell’Aie per la storica fiera piemontese: “Non è un caso che partiamo da qui. Lo abbiamo fortemente voluto. Ma non ci fermeremo però qui: il culmine sarà un momento celebrativo di alto valore istituzionale alla presenza del Presidente della Repubblica, in programma a Roma l’11 settembre. Ne siamo veramente onorati. É il segno più autorevole dell’importanza che la Repubblica attribuisce al libro, alla lettura, al sapere”. .

A conferma del fatto che la rottura del 2016 è lontana, quest’anno l’Aie ha  anche risposto positivamente all’invito a entrare nel Comitato di Indirizzo del Salone.

A dire il vero, però, la “guerra” tra Torino e Milano è tornata in mente nel corso dell’inaugurazione, quando Marco Zapparoli, presidente di Adei (che ha visto riunirsi gli editori sin da subito pro-Torino), ha ricevuto una targa per  il lavoro che la giovane Associazione degli Editori Indipendenti ha svolto a sostegno dell’evento torinese. Per Zapparoli, “ora che tutti gli editori sono tornati, è veramente il Salone di tutti gli editori”. In realtà, però, le case editrici e i gruppi editoriali che nel 2017 avevano lasciato il Salone preferendo Tempo di Libri, erano già tornate al Lingotto un anno fa.

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