Il mondo del cinema è in lutto per la morte, a 77 anni, di Bernardo Bertolucci, tra i registi italiani più celebri nel mondo

Addio a un maestro del cinema. Addio a uno dei registi italiani più celebri nel mondo. Bernardo Bertolucci, nato a Parma il 16 marzo 1941, è morto a Roma all’età di 77 anni. Il regista, sceneggiatore e produttore era malato da tempo.

Ultimo tango a Parigi

Bertolucci ha diretto pellicole cult come Il conformista, Ultimo tango a Parigi, Il tè nel deserto, Novecento, L’ultimo imperatore, che nel 1988 gli valse l’Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale e The dreamers. Sempre a proposito di premi, nel 2007 ricevette il Leone d’oro alla carriera Mostra del Cinema di Venezia, e nel 2011 la Palma d’oro onoraria al 64º festival di Cannes.

LA FILMOGRAFIA DA REGISTA

-La commare secca (1962)
-Prima della rivoluzione (1964)
-Partner (1968)
-Agonia, episodio di Amore e rabbia (1969)
-Il conformista (1970)
-Strategia del ragno (1970)
-Ultimo tango a Parigi (1972)
-Novecento (1976)
-La luna (1979)
-La tragedia di un uomo ridicolo (1981)
-L’ultimo imperatore (The Last Emperor) (1987)
-Il tè nel deserto (The Sheltering Sky) (1990)
-Piccolo Buddha (Little Buddha) (1993)
-Io ballo da sola (Stealing Beauty) (1996)
-L’assedio (Besieged) (1998)
-The Dreamers – I sognatori (The Dreamers) (2003)
-Io e te (2012)

Cresciuto al cinema da Pier Paolo Pasolini del quale fu aiutoregista tra il ’60 e il ’61, debutta nel 1962 come regista nella realizzazione sul grande schermo proprio di un suo racconto La commare secca. La sua rivelazione come grande cineasta avviene in un periodo in cui la creatività era strettamente legata all’impegno civile, più esattamente nel 1965 con Prima della rivoluzione. Ha poi lavorato a Londra e a Hollywood per poi tornare in Italia all’inizio degli anni 80. I suoi film erano pervasi dal gusto per il melodramma che lui prediligeva, aggiungendo un tocco di meditazione di ispirazione buddista.

Cinema per la prima volta (Minimum fax) è il libro in cui sono raccolte inteviste e conversazioni pubblicate durante la sua carriera su riviste e quotidiani. Grazie alle interviste che hanno seguito i suoi film si può sciogliere il mistero della sua opera.

La mia magnifica ossessione (Garzanti), invece, è l’autobiografia che “non sapeva di aver scritto”. Queste pagine, oltre a contenere i ricordi che Bertolucci aveva del padre, raccontano la sua passione per il cinema e per i suoi registi preferiti e le sue esperienze durante i tanti viaggi intrapresi per il mondo.

 

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