C'è chi pensa sia difficile, se non impossibile, poter scrivere un romanzo meritevole durante gli anni dell’adolescenza. Eppure, nella storia della letteratura, come pure tra gli autori contemporanei, le eccezioni non mancano: i suggerimenti di lettura di Matteo Fumagalli

C’è chi pensa sia difficile, se non impossibile, poter scrivere un romanzo meritevole durante gli anni dell’adolescenza. Si crede che un autore debba raggiungere una certa soglia di maturazione prima di poter catturare davvero i lettori e la critica. Eppure, le eccezioni esistono e sono tante. Fin dai secoli passati: impossibile, ad esempio, non nominare Arthur Rimbaud, importante “poeta maledetto”, che già a diciassette anni vantava un consistente numero di poesie d’alto livello. Ed è altrettanto impossibile non nominare il nostrano Giacomo Leopardi che già ben si destreggiava con i versi a soli undici anni. E la storia della letteratura è piena di esempi, anche nel contemporaneo. Perché, quindi, non dare fiducia alle ragazze e ai ragazzi di talento, proponendo qualche bel titolo in grado di far cadere uno scomodo cliché (e di esempi se ne potrebbero fare molti altri)? 

Rocco Civitarese – Giaguari Invisibili (Feltrinelli) 

Uno degli esordi più chiacchierati del momento. Il suo autore ha solo 19 anni, la maturità in corso e uno stile agile, fresco e avvincente. Giaguari invisibili racconta l’adolescenza, nella sua leggerezza e nelle sue turbe, avvalendosi di un ottimo senso del ritmo e di buone dosi di tenerezza. Le storie, i sogni e le paure di quattro ragazzi si intrecciano in un gioco a incastri che può ricordare l’Ammaniti più cinematografico, ma Civitarese, nonostante l’età giovanissima, ha già una personale grinta nella scrittura che lo porterà lontano. 

Giacomo Mazzariol - Mio fratello rincorre i dinosauri

Giacomo Mazzariol – Mio fratello rincorre i dinosauri (Einaudi) 

Mio fratello racconta i dinosauri è stato un altro esordio-caso letterario. Il suo autore, Giacomo Mazzariol, 19 anni ai tempi dell’uscita, ha saputo, grazie al talento della scrittura, unito alla sensibilità e all’esperienza autobiografica, raccontare la bella storia di crescita e complicità che lo lega a Giovanni, suo fratello minore affetto da sindrome di Down. L’autore tratta il tema senza fronzoli, in modo intelligente, privo di buonismo e moralismi, puntando tutto su coinvolgimento, tenerezza, divertimento e profondità. 

Wataya Risa – Solo con gli occhi (Einaudi, trad. A.Pastore) 

Con il precedente Install, la diciannovenne giapponese Wataya Risa vinse (ex-aequo con Hitomi Kanehara) il prestigioso premio letterario Akutagawa. Leggendo quel romanzo e il successivo Solo con gli occhi, sorprende la capacità dell’autrice di destreggiarsi con una prosa leggera e delicata e, allo stesso tempo, di trattare tematiche profonde come la solitudine, l’incomunicabilità e la difficoltà di crescere. Ancora più rarefatto di Install, Solo con gli occhi fotografa il bizzarro rapporto di curiosità che si instaura durante un anno di liceo tra la sfacciata Hatsu e il timidissimo Ninagawa, il quale ha una strana ossessione per il mondo della moda. 

Hitomi Kanehara – Serpenti e piercing (Fazi, trad. A. Clementi)

Altra precoce scrittrice giapponese è la già citata Hitomi Kanehara che vinse, ex aequo con Wataya Risa, il premio Akutagawa. Il suo romanzo d’esordio Serpenti e piercing fu un vero terremoto nel Sol Levante, sconvolgendo persino un veterano della letteratura nipponica: Ryu Murakami, ex enfant terrible, anche lui considerato un esordiente teen notevole, con Blu quasi trasparente. La storia, cupissima e straniante, si focalizza sul morboso amore che lega la ribelle Rui al tenebroso punk Ama. I temi? L’amore che diventa ossessione e, soprattutto, la necessità di modificare il corpo all’infinito come atto d’affetto. Non manca la violenza, mostrata senza filtri ma, allo stesso tempo, senza un eccesso di troppo.

 

Françoise Sagan – Bonjour Tristesse (TEA, trad. M.L. Vanorio) 

Quando scrive, nel 1954, Bonjour Tristesse, Françoise Sagan ha solo diciott’anni. Il suo romanzo è diventato uno dei titoli cardine per la letteratura francese del ventesimo secolo. Definita dalla critica come “terrible fille”, Sagan mostra una maturità notevole nella scrittura, già elegante nonostante la giovane età. Il racconto è quello di un’estate e della gelosia che l’adolescente Cecilia prova per la nuova affascinante e autoritaria compagna del padre. Il gioco che la ragazza metterà in atto avrà tragiche conseguenze, rendendola inevitabilmente adulta. Il titolo racchiude già il senso del romanzo: Buongiorno tristezza. Quando sentiamo di essere veramente tristi per la prima volta, siamo diventati adulti. 

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