È morto a 85 anni lo scrittore israeliano Aharon Appelfeld, che ha raccontato la Shoah e l'Europa prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale

Il mondo della cultura è in lutto per la morte di Aharon Appelfeld. Lo scrittore era nato nel 1932 a Czernowitz, Bucovina. Di famiglia ebraica, fu deportato insieme al padre in un campo di concentramento in Transnistria, dal quale fuggì, nascondendosi per i successivi tre anni nelle foreste. Alla fine della guerra raggiunse l’Italia e da qui si imbarcò nel 1946, per approdare in Palestina.

Appelfeld ha insegnato letteratura ebraica all’università Ben Gurion a Be’er Sheva’ ed è stato membro dell’American Academy of Arts and Sciences.

I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo. In Italia Guanda ha pubblicato Badenheim 1939, Storia di una vita, Paesaggio con bambina, Un’intera vita, L’amore, d’improvviso, Il ragazzo che voleva dormire, Fiori nelle tenebre, Una bambina da un altro mondo, Oltre la disperazione, Il partigiano Edmond e Giorni luminosi. Tra i suoi libri anche Una bambina da un altro mondo (Feltrinelli) e Notte dopo notte (Giuntina).

“Con la morte di Aharon Appelfeld scompare uno degli ultimi, grandi testimoni della Shoa e insieme uno dei maggiori scrittori israeliani”. Lo sottolinea, contattato dall’Ansa, il presidente Guanda Luigi Brioschi, annunciando che la casa editrice si appresta a pubblicare un suo nuovo libro, Giorni luminosi. “L’impronta indelebile della memoria e la qualità originale della scrittura e della creazione segnano la doppia valenza (e il doppio valore) di un’opera davvero straordinaria: dal folgorante Badenheim 1939 a Storia di una vita, a Fiori nelle tenebre, al più recente Partigiano Edmond, ai saggi di Oltre la disperazione”, afferma Brioschi.

Per le sue opere ha ricevuto numerosi premi tra cui il Premio Israele, il Premio Mèdicis in Francia e il Premio Napoli in Italia.

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