Le elezioni di MidTerm potrebbero essere il presagio di un futuro al femminile negli Usa: le donne elette sono state cento, un numero mai toccato prima nel Congresso americano. Ecco chi sono le nuove protagoniste della politica statunitense

Le elezioni di MidTerm del 6 novembre, che hanno visto i democratici conquistare la Camera (mentre il Senato resta ai Repubblicani, in un Paese che appare ancora diviso) potrebbero essere il presagio di un futuro al femminile per la politica statunitense: le donne elette sono state cento, un numero mai toccato prima nel Congresso americano. Ma, soprattutto, un futuro che riflette quello che è successo in questi due anni online e sulle strade: il risorgere di un femminismo sempre più internazionale e multiculturale.

ELEZIONI DI MID TERM

Tra le cento donne elette, infatti ci sono anche Ilhan Omar, rifugiata di origine somala e di religione musulmana, eletta in Minnesota, e Rashida Tlaib, figlia di immigrati palestinesi nata a Detroit. E ancora: Sharice Davids la prima nativa americana LGBT al Congresso, Deb Haaland anche lei nativa americana e la prima ad essere eletta in New Mexico, Marsha Blackburn, la prima donna eletta al Senato nel Tennessee, e anche la ventisettenne Julia Salazar al Senato per lo stato di New York che, commentando la propria vittoria, ha affermato: “Non ho una personalità particolarmente carismatica, ma sono stata ispirata da tutto quello che è successo negli ultimi anni negli Stati Uniti e mi sono messa in gioco, e quello che spero adesso è che ci siano altre che si sentano ispirate e che fra due anni saremo ancora di più”.

Un altro primato l’hanno raggiunto Sylvia Garcia e Veronica Escobar, le prime due donne Latine elette al Congresso in Texas.

Elezioni di Mid Term
Stacey Abrams

Nello stato della Georgia il repubblicano Brian Kemp ha superato di poche decine migliaia di voti la prima aspirante Governatrice di origine afroamericana, Stacey Abrams, ma in realtà in queste ore il risultato è ancora in discussione. Abrams è anche una scrittrice: con il nome di penna di Selena Montgomery ha infatti scritto alcuni romanzi rosa che hanno vinto il Reviewer’s Choice Award e il Reader’s Favorite Award for Romance In Color. Ad aprile 2018 ha anche pubblicato, con il suo nome, Minority Leader: How to Lead from the Outside and Make Real Change in cui racconta la sua attività politica di portavoce delle minoranze in un ambiente dominato da uomini bianchi.

Una vittoria già confermata, invece, è quella di Alexandria Ocasio Cortez di cui avevamo già parlato quando ha sconfitto Joseph Crowley alle primarie democratiche del 2018 nel Quattordicesimo Distretto di New York – la più giovane parlamentare nella storia statunitense a essere eletta al Congresso, con 100.000 voti, pari al 77,95%.

Ocasio Cortez, di cui è nota la carriera come politica e attivista vicina alle minoranze e soprattutto al suo quartiere, il Bronx, ha anche un passato come editrice. Nel 2011, a soli ventidue anni, ha creato Brook Avenue Press, una casa editrice indipendente di libri per bambini ambientati proprio nel Bronx, attraverso il supporto dell’incubatore di startup Sunshine Bronx Business Incubator.

“Stiamo provando a sviluppare la lettura in aree urbane”, spiegava Ocasio Cortez a dei possibili investitori, sottolineando l’importanza di “vedere il Bronx non come un luogo da cui scappare, ma in cui costruire”.

Elezioni di Mid Term

Con un investimento iniziale di circa 1.000 dollari e il supporto di una legge della città di New York che permette di duplicare lo sgravio fiscale previsto sulle startup neonate, Ocasio Cortez, allora  una neolaureta in Economia e Relazioni Internazionali all’Università di Boston, ha lanciato la Brook Avenue Press, che ora però non è più in attività.

Chissà se questa esperienza di Alexandria Ocasio Cortez come editrice si rifletterà anche nelle sue scelte di donna politica in un Governo guidato da un Presidente che più volte si è dimostrato privo di interesse nei confronti delle arti, se non addirittura in conflitto con alcune delle voci più prominenti della letteratura americana. Ormai è celebre il blocco su Twitter di Stephen King e dell’autrice di Intervista con il vampiro, Ann Rice, e di almeno altre venticinque persone tra cui artisti e attivisti, tutti “colpevoli” di non appoggiare le scelte di Trump. Staremo a vedere se i prossimi due anni porteranno davvero dei cambiamenti: che alle elezioni 2020 una donna arrivi alla Casa Bianca?

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