Arriva in libreria "Mangia muoviti ama", libro in cui si parla dell’importanza dello stile di vita, che ha il compito di mantenere in equilibrio la salute della mente e del corpo. E uno dei due autori del saggio, Luca Speciani, "padre" della "medicina di segnale", ci parla di un tema molto sentito nella stagione primaverile: le allergie. Con un approccio nuovo...

Come si fa costruire e mantenere la propria salute e il proprio benessere? E cosa si deve fare se questi due beni preziosissimi vengono a mancare, anche di poco? Mangia muoviti ama, il libro di Giorgio Nardone e Luca Speciani in libreria per Ponte alle Grazie, cerca di rispondere a queste due domande fondamentali e lo fa mettendo in campo un approccio nuovo, eppure assai antico, che sta rivoluzionando dall’interno tutta la medicina occidentale: l’importanza dello stile di vita che ha il compito di mantenere in equilibrio la salute della mente e del corpo.

Per l’occasione, Speciani, medico e dottore in Scienze Agrarie con master in Nutrizione e dietetica, oltre che “padre” della “medicina di segnale”, che utilizza alimentazione e stile di vita come veri e propri farmaci, su ilLibraio.it parla delle relazioni tra allergie e alimentazione.


Scopri di più sul libro

di Luca Speciani

Chi di noi in primavera non ha mai provato quella fastidiosa sensazione di prurito, di occhi arrossati, di desiderio di starnutire o tossire? Molte persone ai primi sintomi, spesso spinti da imponenti campagne pubblicitarie televisive, assumono farmaci per tamponare (e mai guarire davvero) il problema.

Gli effetti collaterali di questi farmaci sono noti (ma mai abbastanza pubblicizzati): gli antistaminici ci lasciano storditi e confusi, tanto da sconsigliare l’uso dell’automobile a chi ne stia facendo uso. Raccomandazione che ben pochi ascoltano. Se poi pensiamo ad una prestazione fisica (per esempio sportiva) o ad una performance intellettiva possiamo stare certi che incontreremo qualche difficoltà.

Se infine pensiamo a cosa provoca un cortisonico (ingrassamento addominale, demuscolazione, appetito insaziabile, ritenzione di liquidi, abbattimento immunitario, insonnia, agitazione, perdita di memoria, gastrite) capiamo subito perché valga la pena limitarne l’uso ai casi davvero gravi.

Un cambio di paradigma

Quel che è peggio, tuttavia, è ciò che avviene con la soppressione del sintomo in un’ottica paradigmatica “di segnale”. Secondo la medicina di segnale, infatti, i sintomi allergici altro non sono se non un tentativo da parte dell’organismo di rimuovere metaboliti e tossine (interni e esterni) accumulati durante l’inverno, o in periodi antecedenti. Avendo l’organismo stesso esaurito la capacità di pulizia dei principali organi emuntori (pelle, fegato, reni) o avendo sovraccaricato gli stessi in modo esagerato (con fumo, alcol, additivi, metalli pesanti, inquinanti, ormoni, tossine, farmaci, dolcetti pasquali), il corpo cerca vie alternative per fare pulizia: scatenando l’istamina (sostanza che permette la fuoriuscita verso l’esterno di liquidi e tossine) oppure, quando questa via venga bloccata, attraverso tosse, starnuti, muco nasale, edemi delle mucose, lacrime, febbre, diarrea.

Carico interno ed esterno

Ciascuna di queste reazioni è diretta conseguenza del carico esterno di allergeni, che vengono visti dall’organismo come “nemici” talvolta non in ragione della loro tossicità quanto piuttosto della continua e ripetuta assunzione (è il caso di molti allergeni alimentari come la caseina del latte, il glutine del frumento, i prodotti di fermentazione degli zuccheri che vengono assunti più volte al giorno, ogni giorno). Se la somma del carico esterno e interno (non escluso quello emotivo) supera un dato livello di soglia, il corpo mette in atto queste strategie difensive, che può essere molto dannoso reprimere. Dove andranno infatti le sostanze da cui il corpo voleva liberarsi, dopo l’assunzione dell’antistaminico o del cortisonico?

Farmaci che sopprimono

Spesso in questi casi, dopo l’assunzione del farmaco, il paziente torna a casa contento: in pochi giorni la dermatite è rientrata, gli starnuti sono finiti e il prurito non si sente più. Ma siamo sicuri di essere sulla via della guarigione? Non si è forse solo reso il problema più profondo? Quante innocue dermatiti, trattate con cortisonici, sono diventate riniti, poi asma e infine magari coliti croniche con esito in rettocolite? Non lo sappiamo, ma la nostra realtà clinica ci dice che spesso questa è la sequenza, anche se non vi è per ora evidenza biochimica o molecolare del processo. Sta di fatto che intervenendo con semplici rotazioni alimentari sugli allergeni più frequentemente coinvolti nella sintomatologia si ha spesso piena regressione sintomatica e talvolta percorso inverso rispetto a quello che ha portato la malattia dall’esterno verso l’interno, come già aveva brillantemente intuito Hering molti anni fa.

Un’attenta anamnesi alimentare ci può permettere di individuare quali siano gli alimenti più facilmente “sensibilizzanti” e quali gli errori più gravi nella scelta dei cibi. Per l’individuazione degli alimenti “a rischio” talvolta basta l’anamnesi (è evidente che chi fa colazione con latte e biscotti, pranzi con pasta e parmigiano e ceni con la pizza sia in sovraccarico di latticini e glutine), mentre altre volte ci appoggiamo su test non convenzionali, impostando una dieta di rotazione che permetta l’alleggerimento del carico allergenico. In secondo luogo impostiamo una “dieta base” orientata ai principi riequilibranti e antinfiammatori della dieta Gift (eliminazione di zuccheri raffinati e di farine 00).

Cibo, movimento, integrazione

Il riequilibrio alimentare ottenuto è spesso largamente sufficiente a riportare sotto soglia sintomatica il problema, magari anche con una rotazione abbastanza libera, che conceda comunque un paio di “giorni liberi” alla settimana.

Un regolare movimento fisico quotidiano (anche moderato) si è rivelato essere un potente immunomodulatore e deve essere consigliato a chiunque abbia problemi allergici.

Anche il sonno perso può essere motivo di aggravamento: dormire serenamente tutte le ore che ci necessitano consente al sistema immunitario una corretta “ricarica”.

Se con l’aiuto della disintossicazione alimentare, del movimento e di qualche fitoterapico si riesce ad evitare l’utilizzo di farmaci più potenti, non solo avremo evitato gli effetti collaterali dei farmaci stessi, ma, quel che è più importante, avremo consentito al corpo di liberarsi da solo e con efficienza del carico allergenico che lo stava intossicando. Così che, a fine cura, invece di aver buttato la polvere sotto al tappeto, l’organismo si ritroverà depurato e pronto ad affrontare nuove sfide.

Imparare a leggere i segnali del corpo è la via maestra per una medicina centrata sul paziente invece che sulla soppressione del sintomo.

 

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