Dal 2013 a capo del gruppo Hachette, Arnaud Nourry è tra i protagonisti del Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, in programma dal 28 al 31 gennaio - Il personaggio

Torna anche quest’anno l’appuntamento veneziano con il Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri, in programma dal 28 al 31 gennaio presso la Fondazione Giorgio Cini sull’Isola di San Giorgio Maggiore (qui il programma completo e i protagonisti, ndr), un’occasione di incontro e riflessioni per il mondo librario italiano e internazionale.

Tra i protagonisti dell’ultima giornata, anche Arnaud Nourry (photo credits: @actualitte), dal 2013 a capo del gruppo Hachette, che a Venezia parlerà del “futuro del libro”.ù

Nel 2014 si è molto scritto dello scontro tra Amazon e Hachette sul controllo del prezzo degli ebook. Nourry, protagonista di quella “battaglia”, ne è tornato a parlare nel 2018 intervistato da Scroll.in, facendo il punto su molte altre questioni aperte nel mondo librario, ancora alle prese con l’impatto della rivoluzione digitale. In quell’intervista, uno dei più importanti manager in ambito editoriale al mondo ha sottolineato di aver notato due errori commessi dall’industria discografica e da quella dei video: “Il primo è stato quello di aver ritardato la digitalizzazione dei loro prodotti, e ciò ha favorito l’emergere la pirateria. Il secondo è stato quello di non mantenere il controllo sul prezzo delle loro creazioni. In questo modo non erano più in grado di proteggere il fatturato”.

Nourry è sempre stato convinto dell’importanza, per un editore, di mantenere il controllo sul prezzo dei testi digitali. Questo, a suo avviso, il senso della polemica del 2014. Tra le conseguenze di quella battaglia, il calo (limitato) del mercato degli ebook negli Usa e nel Regno Unito (in cui i testi digitali hanno raggiunto quote di mercato piuttosto alte), mentre in altre aree geografiche l’ebook si è attestato su percentuali che vanno dal 5 al 7.

Sempre nell’intervista a Scroll il manager ha anche sottolineato i limiti della tecnologia ebook (in effetti sono mancati sviluppi tecnologici significativi in questi ultimi anni: “non c’è creatività, nessuna vera esperienza digitale”), e ha aggiunto: “Come editori ci abbiamo provato con gli ebook ‘potenziati’ o ‘arricchiti’, ma (finora, ndr) non ha funzionato. E ci abbiamo provato con app e siti dedicati ai nostri contenuti”. Nonostante i numerosi tentativi, però, per Nourry i casi di successo sono stati limitati. Probabilmente, a suo avviso, c’è anche un problema di competenze digitali negli staff delle case editrici: “Anche per questo negli ultimi due anni abbiamo acquisito tre società che si occupano di videogiochi, per attirare talenti provenienti da settori diversi dal nostro”. L’obiettivo? Capire “come andare oltre l’ebook”, e immaginare nuove possibilità per i libri e le storie in ambito digitale.

Quanto al ruolo di Google e dei social network in relazione al mondo librario, per Nourry “il tempo dedicato alla lettura di libri tende a diminuire ovunque”, e in parte viene occupato dalla navigazione sui social. Dunque, “siamo in competizione” proprio in relazione al tempo delle persone”.

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