Quando il fotografo americano Kevin Horan si trasferisce dalla città alla campagna, i suoi nuovi vicini, le pecore e le capre, lo accolgono con un coro di voci così diverse che lui le vede come persone e pensa quindi di sperimentare la sua grande esperienza ritrattistica su quegli animali...

Quando il fotografo americano Kevin Horan si trasferisce dalla città alla campagna, i suoi nuovi vicini, le pecore, lo accolgono con un coro di voci così diverse che lui le vede come persone e pensa quindi di sperimentare la sua grande esperienza ritrattistica su quegli animali.

Trattati a tutti gli effetti come clienti del suo studio fotografico, gli animali da fattoria sembrano avere una loro personalità. E forse ce l’hanno e il fotografo ci permette di vederla. O forse è il linguaggio della fotografia che ci porta a vederli come persone. Noi rispondiamo al linguaggio gestuale in modo spontaneo, dipende dal nostro sistema nervoso. Ed è proprio quello che la fotografia sa cogliere così bene, quello che gli attori sono così bravi a restituirci. Quel modo non verbale di comunicare con l’altro.

capre o pecore

Quella di Horan è un’opera ritrattistica d’eccellenza. Quelle raccolte nel volume Capre o pecore (5 Continents Editions, testi di Elena Passarello) sono fotografie che richiedono un coinvolgimento emotivo per entrare nell’animo di altri esseri, siano essi umani o meno. Il mondo intorno a noi pulsa di vita e di intelligenza. Se a chiunque osservi questi animali con attenzione è evidente che abbiano una loro personalità, Horan si chiede: come posso essere sicuro di averla colta? Posso colmare il divario fra le specie? Chi c’è lì dentro? Che cosa succede dentro quel cervello, dentro la testa di quella capra? Ogni ritratto è un’opera di finzione.

L’autrice dei testi del volume, Elena Passarello, attrice e scrittrice, nel 2015 ha vinto il Whiting Award. La sua prima raccolta, Let Me Clear My Throat (2012), ha vinto la medaglia d’oro non fiction all’edizione 2013 dell’Independent Publisher Awards ed è arrivata finalista al 2014 Oregon Book Award. I suoi saggi sulla performance, sulla cultura pop e sul mondo della natura sono usciti su Oxford American, Slate, Creative Nonfiction e sul The Iowa Review per citarne alcuni, e ha pubblicato due antologie: Cat is Art Spelled Wrong e After Montaigne: Contemporary Essayists Cover the Essay, del 2015.

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