Come ogni settimana, Silvia Zucca ci racconta storie in cui l'amore e l'astrologia s'intrecciano. Lei è l’autrice di "Guida astrologica per cuori infranti", in uscita l’8 giugno, uno dei romanzi più attesi dell’anno, amato dai librai che l’hanno letto in anteprima e in corso di traduzione in tutto il mondo, Stati Uniti compresi...

Col Capricorno non si scherza. Anche perché è geneticamente privo di senso dell’umorismo, per cui scordatevi serate a raccontarvi barzellette (be’, il che può essere un bene…) e, per carità, evitate di fargli qualsivoglia battuta. Non la capirebbe, vi prenderebbe per matte e, soprattutto, si potrebbe offendere a morte.

In genere però è un tipo affidabile, tipo che ad avercelo in macchina potete anche dimenticarvi il navigatore senza problemi, tanto imposterà lui la rotta e vi dirà strada per strada gli svincoli da seguire. La precisione è il suo mestiere.

Certo, a parte sapervi fornire tutti i dati della toponomastica mondiale, il Capricorno non brilla per la verve della sua conversazione. Parlare per lui è uno scambio di informazioni fondamentali, senza convenevoli né fronzoli. Del tipo che «Come stai?» è una domanda veramente banale: se vi ha davanti, o al telefono, significa che respirate ancora, e tanto basta per lui a stilare la diagnosi che siete viva.

D’altra parte, parlando troppo, finirebbe per dare agli altri informazioni troppo personali, e il Capricorno non si fida neppure di sua madre.

Di primo acchito, devo dire che ero rimasta affascinata dal mio Capricorno, che diversamente da molti altri segni faceva dell’ordine, dell’eleganza e della pulizia un baluardo difficilmente eguagliabile. Di pari, aveva in odio disordine e asimmetria. Arrivati al ristorante, ebbi la netta impressione che contasse i tavoli a disposizione, prima di scegliere quello che bilanciava meglio la nostra presenza.

Così come lo vidi squadrarmi da capo a piedi, con gli occhi intensi, per poi chiedermi se quelle che indossavo fossero vere scarpe di Gucci o una mera imitazione.

In un mondo capricornescamente perfetto, le imitazioni dovrebbero essere bruciate sulla pubblica piazza come facevano i nazisti coi libri.

Poi, una volta seduti, tirò fuori il cellulare e lo posò alla sua destra, cosa che spiegò per due motivi. Il primo era il lavoro: «Sai, la reperibilità…» Ma vedevo che gongolava pregustandosi almeno un paio di chiamate che lo avrebbero distolto da quella nostra cena semisuperflua, per impegnarlo in quello che era invece il suo hobby preferito: la carriera (di cui non disdegnò di parlarmi, sciorinandomi il suo curriculum vitae).

Il secondo motivo, scoprii, erano le domande.

Quando registrò il mio nome, cognome e numero di telefono non mi preoccupai, anzi, ne fui praticamente lusingata. Subito dopo però capii che non era per tenerli nella rubrica del suo telefono che me li aveva chiesti, ma per correttezza e ordine della scheda che avrebbe stilato.

Mi spiegò che aveva intenzioni molto serie. Stava cercando davvero una compagna.

Allegria! Finalmente un uomo concreto, non uno di quei perditempo inizialmente tutti smancerie, e che poi si defilano che neanche Speedy Gonzales. No, il mio Capricorno era un Principe Vero, un gentiluomo vecchio stampo, mi dissi anche osservando i suoi modi compiti, e la sua mise linda e pinta, rigorosamente tono su tono, che neppure Mr Grey.

Ma come il Principe Azzurro, poi capii che davvero il mio Principe Capricorno se ne stava andando in giro per il reame con la scarpetta di cristallo, per scoprire a quale Cenerentola (una Cenerentola in stracci firmati, ben inteso) sarebbe calzata meglio.

Che lavoro facevo? Quanto guadagnavo all’anno? Al netto o al lordo? Da dove venivano i miei genitori? Avevo qualche parentela altolocata? (Cosa che presumibilmente mi domandava per capire se questi miei ipotetici parenti avrebbero potuto tornargli utili). E ancora, dove trascorrevo le vacanze? Ah, ero stata di recente in Costa Azzurra… Segnò un punto, credo a mio favore, anche se lui mi disse di preferire di gran lunga la montagna, perché il mare attirava sempre troppa gente e anche i posti più Vip, disse con malcelato rammarico, erano ormai diventati alla portata di tutti, tanto che non riuscivi più a distinguere un capitano d’industria da un panettiere in vacanza.

Iniziai a domandarmi se il fatto che fossimo usciti di martedì avesse una qualche attinenza con la sua ricerca del Sacro Graal, cosa che mi parve confermata dopo la terza interruzione per le sue telefonate, quando lo vidi tirar fuori l’agenda per scartabellare tra le pagine e segnarsi un’altra cena, con tale Annalisa, per la fine del mese. Prima, le disse, proprio non riusciva a inserirla.

A suo favore, va detto che pagò il conto senza fiatare, facendosi fare la ricevuta. Probabilmente perché considerava questi incontri alla stregua di una cena di lavoro e se li sarebbe fatti rimborsare in ufficio. Naturalmente capii di avere fallito il test ancora prima di varcare la soglia di casa. No, non perché fu scortese, o mi liquidò con due bacini all’aria sfiorandomi appena le guance. Fu la sua frase di commiato a essere del tutto illuminante. Perché dopo il classico «Buonanotte», aggiunse: «Le faremo sapere».

SilviaZucca

IL LIBRO E L’AUTRICE – Guida astrologica per cuori infranti (Nord, in uscita l’8 giugno) è un romanzo irresistibile come la sua protagonista, Alice Bassi, trentenne tenera e pasticciona alla ricerca dell’anima gemella, e brillante come la sua autrice, Silvia Zucca, che dopo una vita da traduttrice ha deciso di esordire nella narrativa con una storia che vi conquisterà.

Visita il sito ufficiale: www.guidaastrologicapercuoriinfranti.it

SilviaZucca

L’autrice 

 

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