Dopo il ministro della Cultura francese e quello tedesco, anche il nostro Dario Franceschini - che abbiamo intervistato -, interviene sulla polemica tra Amazon e alcuni importanti autori ed editori...

“Ho letto della polemica tra Amazon e alcuni importanti scrittori ed editori (che dopo gli Usa si è spostata in Europa, aprendo un dibattito anche in Italia, ndr). Il tema, però, è più ampio. Non si limita, infatti, all’industria libraria. Penso ad esempio al settore alberghiero, con portali come Booking che vincolano gli alberghi a non offrire i propri servizi a prezzi più bassi attraverso altre agenzie o il proprio sito, o al caso dei produttori musicali indipendenti, che hanno problemi con YouTube, da quando il portale video è controllato da Google; YouTube, infatti, nei contratti propone condizioni economiche difficili da sostenere…”.  Dopo che in Francia il ministro della Cultura Aurélie Filippetti (già promotrice, lo scorso giugno, della “legge anti-Amazon” che vieta la spedizione gratuita dei libri con l’intento di proteggere le librerie tradizionali, e a cui il portale ha risposto facendo pagare le spedizioni un centesimo di euro…), nei giorni scorsi è (ri)scesa in campo contro il portale di e-commerce di Jeff Bezos parlando di “attentato inaccettabile all’accesso ai libri e alla diversità letteraria ed editoriale”, e dopo che anche in Germania il ministro della cultura e dei media  Monika Grütters ha dichiarato di supportare la protesta di oltre 1.300 autori tedeschi, austriaci e svizzeri, il nostro Dario Franceschini (Pd), che abbiamo contattato telefonicamente, dice la sua sulla querelle (qui la nostra intervista sul caso-Amazon al presidente e Ad GeMS Stefano Mauri, qui quella al direttore editoriale della Bompiani Elisabetta Sgarbi, e qui quella al direttore editoriale della Feltrinelli Gianluca Foglia, ndr).
Il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo argomenta: “Come Europa dobbiamo individuare regole comuni, perché i singoli Stati non hanno strumenti per intervenire nei confronti di colossi globali come Amazon, e non solo, naturalmente“. E aggiunge: “Serviranno regole non soltanto europee, ma globali, per rispondere ai cosiddetti giganti della rete”.
Chiediamo al ministro se in occasione del semestre di presidenza italiana Ue porrà l’accento su questi argomenti: “Certamente. Nella lettera che ho inviato ai 27 ministri della Cultura europei ho indicato, tra gli altri, proprio questi temi. Ma ci vorrà tempo“. Nell’attesa, Amazon & Co., a colpi di “boicottaggi” e condizioni contrattuali spesso insostenibili, viaggiano spediti…

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