Dopo la presa di posizione del ministro Franceschini, intervengono Mauri (GeMS), il presidente del Centro per il libro Montroni e...

“Come Europa dobbiamo individuare regole comuni, perché i singoli Stati non hanno strumenti per intervenire nei confronti di colossi globali come Amazon…”. Dario Franceschini,  che abbiamo intervistato ieri, ha preso posizione sulla polemica tra il
colosso di Jeff Bezos e gli editori, disputa che dagli Usa ha ormai raggiunto anche l’Europa. Il ministro dei Beni e delle
attività culturali e del turismo ha anche fatto notare, però, che “serviranno regole non soltanto europee, ma globali, per rispondere ai cosiddetti giganti della rete”. L’Europa (e il semestre di presidenza italiana Ue alle porte, durante il quale Franceschini ci ha assicurato che porrà l’attenzione su questi temi) secondo il ministro non saranno dunque sufficienti.

MAURI (GEMS) – Il presidente e Ad GeMS Stefano Mauri, che
lo scorso 29 luglio ha incontrato il ministro a Roma insieme al presidente dell’Aie Marco Polillo e al vicepresidente della
Federazione degli editori europei Henrique Mota),
 e che ieri (sull’Ansa) sì è detto d’accordo con Franceschini sul fatto che il problema è più ampio e non si limita all’industria libraria, aggiunge però che va tenuto conto della “specificità del libro”. E, in attesa di eventuali “regole globali”, sottolinea il ruolo che può e deve avere l’Europa, “che nei libri ha una leadership globale e che
farebbe bene a difendere un sistema editoriale professionale, visto che in questo ambito è proprio il Vecchio Continente a comandare”. Argomenta Mauri: “L’Europa lo ha già fatto per la telefonia,
può farlo anche per l’editoria, imponendo regole di fair play che mantengano un’arena plurale
, in cui consumatore non resti intrappolato a vita in un unico sistema, con il rischio di perdere la propria library. Il libro è europeo e l’Europa dev’essere all’avanguardia nelle regole”.

MONTRONI (CEPELL)Romano Montroni, già “simbolo” dei librai italiani, nei mesi scorsi è stato nominato proprio da Franceschini presidente del discusso Centro per il libro e la lettura (al posto di Gian Arturo Ferrari). “E’ necessario che gli editori italiani facciano gruppo, per contrastare l’atteggiamento di Amazon, gigante commerciale, che punta a standardizzare i prezzi degli e-book senza tener conto dei costi che comporta la cura editoriale di un testo di qualità. Quello del colosso di Seattle è un atteggiamento che non ha nulla a che vedere con la storia e l’etica dell’editoria libraria”, ci spiega Montroni, per il quale “i nostri marchi devono svegliarsi e fare cartello, con l’appoggio degli scrittori”. Per il presidente del Cepell, inoltre, “la qualità dei libri, che siano essi cartacei o digitali, va salvaguardata. E si deve tener conto del fatto che quello del libro è un settore diverso da tutti gli altri”.

SGARBI (BOMPIANI) E CAVALLERO (MONDADORI LIBRI) – Dal canto suo, il direttore editoriale della Bompiani Elisabetta Sgarbi (che abbiamo intervistato nei giorni scorsi sempre sulla querelle Amazon vs editori), dimostra fiducia nel ministro (del quale è anche editore): “Penso che Franceschini stia studiando delle strategie comuni e so che è impegnato in questa direzione”. Mentre per il numero uno di Mondadori Libri Riccardo Cavallero “altra
questione urgente è la difesa del copyright, altrimenti saltano l’industria e la comunicazione culturale”.

@PrudenzanoAnton

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