Intervista al direttore generale Rcs Libri trade, che condivide la presa di posizione del ministro Franceschini sulla polemica dell'estate editoriale

“Amazon è una società geniale e in costante espansione, che punta tutto sulla soddisfazione del cliente. E’ comprensibile, dunque, che guardi ai propri obiettivi e non certo agli interessi degli editori. E’ nella natura del portale di Jeff Bezos (foto) disintermediare e alzare  di volta in volta l’asticella. Io penso che Amazon debba fare Amazon, e che gli editori debbano fare gli editori, salvaguardando la qualità dei libri. A sua volta, la politica deve fare la politica. E a questo proposito ho apprezzato le parole del ministro Dario Franceschini (che abbiamo intervistato ieri, ndr)”. Massimo Turchetta, direttore generale Rcs Libri trade, commenta così la polemica dell’estate editoriale (in fondo il nostro speciale, ndr), che ha visto ancora una volta protagonista il colosso di Seattle e che, dopo gli Usa, si è spostata in Europa, coinvolgendo importanti editori e scrittori. Per Turchetta “non devono essere gli editori ad andare al muro contro muro con Amazon. Deve essere la politica  a intervenire, a livello prima europeo e poi globale“.
Questa mattina abbiamo parlato anche con Romano Montroni, presidente del Centro per il libro, che ha invitato gli editori italiani a “svegliarsi e fare cartello…”. Turchetta, pur manifestando la sua “stima” nei confronti del simbolo dei librai italiani, non è d’accordo: “Per principio sono contrario ai ‘cartelli’. Siamo già nel pieno di una fase di trasformazione, e non è possibile tornare indietro; l’unico intervento può arrivare dalla politica. Ho fiducia in Franceschini, nella sua collega francese e in quella tedesca. Quanto alla Gran Bretagna, ormai in quel mercato Amazon ha già una quota troppo grande…“.
LO SPECIALE:

Commenti