"La genialità di uno scrittore consiste nel fare appassionare il lettore al racconto con semplicità...", scrive su ilLibraio.it Catena Fiorello parlando degli autori che apprezza. E cita, tra gli altri, i fratelli Singer e Thomas Mann...

Abitavo ad Augusta. Avevo più o meno 14 anni. Ero iscritta al quarto Ginnasio del Liceo Classico Megara. Capitava raramente che avessi dei soldi a disposizione per le mie necessità, non era semplice per i miei genitori assecondare tutte le richieste di quattro figli. Ma un giorno è capitato che avessi qualche soldo in più e ho colto l’occasione per pensare un po’ a me stessa. Sono riuscita a mettere in tasca circa mille, milleduecento lire.

Avrei voluto fare mille cose con quei soldi a disposizione tutti per me: dal comprare un compasso a un portacolori o magari una magliettina, pur rendendomi conto che la cifra non era sufficiente. Non c’erano ancora i discount o i negozi cinesi che vendono roba a basso costo, allora si andava solo nelle classiche botteghe. La cartolibreria del Sig. Roggio era uno dei primi negozi che mi era capitato a tiro, vendeva soprattutto quaderni, matite, colori, compassi, ma anche articoli da ufficio, registri di ogni tipo e molto altro. Pochi libri.

Appena entrata, ho visto una mensolina all’ingresso sulla sinistra dove erano esposte poche copie di qualche romanzo, tra le quali quella de I Promessi Sposi elegantemente rilegata. Sono stata attratta da una copertina di colore verde con il volto di un bambino dagli occhioni neri, con un volto tra il sofferente e lo speranzoso, simile a quello dei bambini siciliani che frequentavo. Nonostante il nome dello scrittore fosse straniero, il titolo ha attirato subito la mia attenzione perché era come una promessa di qualcosa di buono, di “pacifico”. Ho comprato, dunque, Un giorno di felicità e l’ho letto.

Ho incontrato lo scrittore per la prima volta nella mia vita e successivamente ho capito che sarebbe stato determinante e fondamentale per sempre. Andavo avanti nella lettura e scoprivo che si parlava di un bambino ebreo che viveva nel ghetto di Varsavia insieme alla sua famiglia, il padre era un rabbino. In verità, il romanzo racconta la vita di Isaac Bashevis Singer. Lo scrittore mi ha fatto entrare nella vita del ghetto ebraico della Polonia dei primi del ‘900 ed ho notato che in fondo c’erano degli elementi di comunanza con quella di un quartiere siciliano, gli aneddoti erano molto simili.

Penso, ad esempio, all’ironia degli ebrei, peculiarità conosciuta in tutto il mondo, all’autoironia, al sarcasmo intelligente. Ritengo che la cultura ebraica sia un insieme di esperienze irrinunciabili per l’umanità. La quotidianità del ghetto racchiude un mondo etico, storico, morale, sociologico, antropologico. Mi ero talmente immersa nella vita di quel bambino, Isaac piccolo, da rimanere incantata dallo scrittore e dalla sua grazia, dal modo in cui sapeva descrivere gli stati d’animo, la vita di strada, la gente comune. Isaac Bashevis Singer è un ebreo polacco naturalizzato statunitense, l’elemento che lo contraddistingue è di essere rimasto quel bambino anche negli scritti successivi, come La famiglia Moskat. Da quel momento sono tornata indietro dal Sig. Roggio, chiedendo altri libri dello stesso scrittore e lui mi ha proposto proprio La famiglia Moskat. Da lì non mi sono più mossa, ho letto l’opera omnia di Isaac Bashevis Singer e quella del fratello Israel Joshua Singer.

Da pochi mesi è stato pubblicato in Italia anche il libro della sorella Esther Singer Kreitman L’uomo che vendeva diamanti (Bollati Boringhieri), insomma una famiglia di geni della letteratura, che io definirei più che altro geni della vita per la capacità di saperla raccontare.

Un’altra saga che ha profondamente influenzato i miei gusti letterari è I Buddenbrook di Thomas MannLa genialità di uno scrittore consiste proprio nel fare appassionare il lettore al racconto con semplicità, senza quell’inutile e talvolta farraginoso esercizio di stile che crea un muro e serve solo a rimarcare l’appartenenza al pianeta eletto degli intellettuali.

Ho ricevuto un ottimo insegnamento in tal senso da Imre Kertész con il libro Essere senza destino; l’ho letto con una facilità incredibile, anche lui Nobel per la letteratura. Essere senza destino è per me il più bel libro scritto sull’Olocausto e ha una peculiarità: la scrittura è talmente semplice e scorrevole da essere fruibile a chiunque. Penso che la missione dei grandi maestri, non solo della letteratura ma della cultura in generale, sia rendere accessibile il contenuto a tutti i livelli e attraversare tutti i piani. Quando si offre la possibilità di abbeverarsi dalla fonte più preziosa con immediatezza e senza ostacoli si diffonde la cultura e dunque la civiltà.

P.S. Vorrei consigliare a chi è ancora indeciso sul libro da leggere in estate, qualcosa di Kertész, di Singer o di Chaim Potok. Sarà una bella vacanza.

romanzi d'amore

L’AUTRICE E IL LIBRO – Da anni Orlando Giglio, il temuto “Gendarme” del condominio di via Mancini numero 8, studia le abitudini della sua dolce ossessione, Marilena Moretti, nota in gioventù come “la Brigantessa”. La segue nell’esiguo tragitto tra l’ascensore e il portone del palazzo, la osserva mentre sale le scale e chiacchiera con i vicini di casa, aspettando il momento buono. Sono entrambi vedovi, entrambi soli, anche se hanno figli, durante una delle estati più torride di tutti i tempi… Dovranno scattare due allarmi in piena notte e sbiadire i fantasmi del passato e del presente, perché Marilena accetti l’invito di Orlando a partire per un’avventurosa vacanza alla conquista del Salento. Ma cosa potrà offrire la punta estrema della Puglia a “due vecchie carampane” come loro? Riusciranno a superare incolumi la notte della Taranta, punti dall’entusiasmo di una giovinezza ritrovata?

Nel suo nuovo libro, L’amore a due passi (Giunti), la scrittrice siciliana Catena Fiorello racconta le suggestioni degli ulivi e delle masserie salentine, la luce e la generosità del più profondo Sud, ma soprattutto il potere salvifico di un sentimento capace di sovvertire ogni legge, a ogni età… e in qualunque situazione.


LEGGI ANCHE – La magia letteraria del Salento – di Catena Fiorello

Commenti