Intervista a Riccardo Cavallero, numero uno del gruppo Mondadori Libri: “E’ prevedibile che in questa situazione di mercato le realtà editoriali medio-piccole faranno sempre più fatica a sopravvivere”. E sul rilancio di aNobii…

Riccardo Cavallero, dal gennaio 2010 Direttore Generale Libri Trade del gruppo Mondadori (il primo in Italia per quota di mercato), parla con Il Libraio del presente e del futuro del settore, delle polemiche legate ad Amazon, di Iva & e-book, del rilancio di aNobii e di molto altro…

I dati presentati dall’Aie alla Fiera del libro di Francoforte confermano il momento difficile che vive il mercato librario: ma ci sono segnali che la rendono ottimista per i prossimi mesi?
“Solo chi negli ultimi anni è riuscito a ristrutturare la propria azienda può guardare con speranza al futuro a medio termine. Il tema decisivo resta lo sviluppo digitale, e non mi riferisco solo agli e-book, ma al cambiamento di mentalità nelle aziende”.

A proposito di dati, il suo gruppo come chiuderà il 2014?
“Più o meno come l’anno scorso. Al di là di Mondadori Libri, quest’anno, rispetto al -6% del 2013, il mercato librario dovrebbe chiudere con un -3%. E per restare alle notizie ‘positive’, va anche segnalato lo stop della caduta libera della Gdo”.

Dall’estate a oggi non sono mancate le polemiche tra Amazon e gli editori tradizionali, sia negli Usa sia in Europa. Lei in più occasioni ha sottolineato che, da editore, non percepisce il colosso dell’e-commerce come un diretto concorrente: ma non teme che presto le diatribe contrattuali sui prezzi degli e-book (e non solo) si spostino in Italia?
“Amazon non è un editore, ma una società di distribuzione. Seppur con toni più duri, anche Andrew Wylie la pensa come me. Il colosso di Bezos in Italia non ha il peso che ha raggiunto nei mercati di lingua inglese, per diverse ragioni. Credo quindi che certi fenomeni distorsivi da noi non arriveranno. Tra l’altro, la legge europea, a differenza di quanto accade negli Usa, vieta il dumping. Rimane però un limite fondamentale…”.

Quale?
“L’Iva sugli e-book. Ecco perché il mio gruppo appoggia con forza #unlibroèunlibro, la campagna dell’Aie. Ne va dello sviluppo del mercato digitale nel nostro Paese”.

Giunti ha da poco annunciato di aver perfezionato l’accordo con Disney Italia per l’acquisizione del ramo d’azienda Book Publishing in Italia: il gruppo Mondadori Libri, dal canto suo, sta valutando nuove acquisizioni?
“Le acquisizioni si fanno, non si annunciano. E soprattutto, è importante farle al giusto prezzo. Quel che è prevedibile è che in questa situazione di mercato le realtà editoriali piccole e medio-piccole faranno sempre più fatica a sopravvivere, e che tenderanno a svilupparsi fenomeni di concentrazione”.

In vista del Natale i tanti marchi del suo gruppo (da Mondadori a Einaudi, passando per Sperling & Kupfer e Piemme) punteranno su autori come Ken Follett, Daria Bignardi, Stephen King, Gianrico Carofiglio, solo per citarne quattro. Ma guardiamo al 2015: quali saranno i titoli di punta?
“Posso solo anticipare che avremo graditi ritorni di nomi importanti che non pubblicavano da diversi anni”.

Nei mesi scorsi il suo gruppo ha acquisito aNobii, lo storico social network letterario: in che modo lo state rilanciando?
“La deadline che ci siamo dati è di presentare entro fine anno la nuova interfaccia utente; e a fine anno intendiamo lanciare anche l’app, che per noi è fondamentale. Per poi, da gennaio 2015, ‘aprire’ aNobii a media, librerie e altre realtà…”.

 

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