Qual è il libro più bello di sempre? Una domanda banale in apparenza, che sa di gioco tra amici in una serata uggiosa. Ma diventa una cosa molto seria se a proporla è il settimanale americano Time Magazine. Tanto che, la domanda è diventata un sondaggio e il risultato una classifica The 10 Greatest Books […]

Qual è il libro più bello di sempre? Una domanda banale in apparenza, che sa di gioco tra amici in una serata uggiosa. Ma diventa una cosa molto seria se a proporla è il settimanale americano Time Magazine.
Tanto che, la domanda è diventata un sondaggio e il risultato una classifica The 10 Greatest Books of All Time pubblicata nel 2007 (qui l’articolo), e rivista nel 2013, che periodicamente torna a circolare in Rete, rilanciata dai social network e dalle considerazioni che i lettori fanno sull’elenco.
A stilarla sono stati tra gli altri autori del calibro di Jonathan Franzen, Norman Mailer, David Foster Wallace, Tom Wolfe, MIchael Chabon, Jonathan Allen Lethem e Stephen King.

Ma quanto valgono davvero queste classifche? Cadoinpiedi.it ha chiesto agli autori, che sono direttamente parte in causa, come la pensano.
In basso il contributo di Romana Petri, che ha pubblicato vari romanzi e raccolte di racconti con i quali ha vinto il premio Mondello, il Rapallo-Carige e il Grinzane Cavour ed è stata finalista al premio Strega. Le sue opere sono state tradotte in Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Germania, Olanda e Portogallo. È editrice e traduttrice e collabora con Il Messaggero. Vive tra Roma e Lisbona.

A parte Shakespeare (e come poteva mancare? Si tratta pur sempre di una proposta di stampo anglosassone) la classifica pare indicarci che la nascita della grande letteratura sia recente. I grandi libri di sempre hanno a che fare con l’800. Del prima, del poco più in là, dell’ancora più su fino ai primordi, non v’è traccia. Di Tolstoj, che considero davvero uno dei più grandi narratori di ogni tempo, ci sono addirittura due romanzi. Con soli dieci titoli a disposizione, due dello stesso autore? Per non parlare del fatto che, di tutto il mondo, sono presenti solo la lingua inglese, francese e russa. Certo, una top ten (orrenda frase) mondiale deve essere chiaro a tutti, inutile andare a cercare lo sconosciuto capolavoro persiano. Ma la Spagna e l’Italia erano proprio da dimenticare? Un bel Don Chisciotte al posto del Grande Gatsby, non ci stava bene? E un Orlando furioso a quello di Nabokov? Quanto a George Eliot, unica donna, non mi sento di toccarla. Ma al suo posto avrei preferito Jane Austen.

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