Organizzata a Parigi nel 1919 fra i vincitori della Grande Guerra, la Conferenza di pace aveva lo scopo di ridisegnare la cartina geopolitica dell’Europa e di parte del mondo. Molto si è discusso sulle speranze e le delusioni che essa generò. Ora il libro di Giovanni Bernardini torna a soffermarsi su un evento storico discusso

Organizzata a Parigi nel 1919 fra i vincitori della Grande Guerra, la Conferenza di pace aveva lo scopo di ridisegnare la cartina geopolitica dell’Europa e di parte del mondo. Molto si è discusso sulle speranze e le delusioni che essa generò, sulla mancata corrispondenza tra i proclami di principio e la Realpolitik delle soluzioni, e soprattutto sulle sue conseguenze di medio e di lungo periodo, dall’ascesa del nazionalsocialismo alla crisi odierna in Medio Oriente.

Il saggio Parigi 1919 (il Mulino) colloca gli eventi nel loro contesto storico originale, segnato dal crescente dissidio tra i vincitori, offrendo al lettore gli strumenti necessari a comprendere quanto e in che modo il processo di pace abbia influenzato gli sviluppi globali dei decenni a venire.

parigi 1919

L’autore, Giovanni Bernardini, è Marie-Skłodowsk-Curie Fellow presso lo European University Institute di Firenze dopo essere stato ricercatore all’Istituto Storico Italo-Germanico di Trento e docente delle Università di Bologna, Padova e Trento. Per il Mulino ha pubblicato Nuova Germania, antichi timori. Stati Uniti, Ostpolitik e sicurezza europea (2014) e ha curato Dialogo vince violenza. La questione del Trentino-Alto Adige/Südtirol nel contesto Internazionale (con G. Pallaver, 2015) e L’età costituente. Italia 1945-1948 (con M. Cau, G. D’Ottavio e C. Nubola, 2017).

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