“In ogni compagnia c’è una persona che dà consigli di lettura agli altri, se nel tuo gruppo non c’è vuol dire che sei tu". Consigliare libri sì, ma con cognizione di causa...

Gli amanti dei libri prendono molto seriamente il “mestiere” di consigliare un libro a un amico. La scelta non è mai casuale, ma ponderata al punto che, finché non ne sono, anzi, siamo totalmente sicuri, difficilmente diamo consigli superficiali e affrettati.

Sì, perché vorremmo che gli altri facessero lo stesso per noi: pensare alla persona, alla sua situazione, al suo carattere. Non regaleremmo mai un libro drammatico a chi ha appena vissuto un trauma, né sceglieremmo un thriller per il nostro amico insonne. La commedia romantica all’amica appena lasciata dal ragazzo? No, molto meglio la storia di un’eroina che impara a cavarsela da sola.

Insomma, consigli libreschi sì, ma con cognizione di causa: l’attenzione per la scelta del titolo è uno dei modi più belli per dire a una persona cara: “ti voglio bene, ho cura di te”.

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