Cala la fiction straniera mentre cresce quella italiana. Bene il settore bambini che incrementa la sua crescita al punto che quasi 1 libro su 4 venduto in questo 2015 è per bambini. Ecco tutti i dati dell’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori presentata a "Più libri più liberi": rispetto ai grandi editori, i piccoli primeggiano in alcuni segmenti, come graphic novel e colouring books... Motta (Aie): “Siamo cautamente ottimisti. Adesso dobbiamo lavorare ancora di più per recuperare. I piccoli editori sono la nostra speranza...”

È l’anno dei piccoli editori, che chiudono i primi dieci mesi del 2015 con un doppio segno + sia per numero di copie vendute che per fatturato. E’ quanto emerge dall’indagine Nielsen per l’Associazione Italiana Editori presentata oggi a Roma nella giornata di apertura di Più libri più liberi, la fiera nazionale della piccola e media editoria in programma fino all’8 dicembre al Palazzo dei Congressi dell’EUR.


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I dati – che mettono a confronto le performance della piccola editoria (i marchi editoriali indipendenti con un venduto a valore di copertina sotto i 13 mililoni) con l’andamento generale del mercato del libro nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione) restituiscono una fotografia inedita e ben più agguerrita di quanto si possa immaginare della piccola e media editoria. E’ quanto sottolinea il comunicato dell’Aie.


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E veniamo all’indagine. Il 2015 per il mercato del libro in generale? Tende a chiudersi con un segno +: a fine ottobre registra per i libri di carta nei canali trade – e senza Amazon – un -1.6% di fatturato (circa 14milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo del 2014). É ancora un segno meno “ma in continuo recupero, e che tende allo zero (se non già in area positiva) se si stimano i canali non censiti e l’ebook”. Allo stesso tempo, però, “le copie di libri di carta venduti nei primi dieci mesi del 2015 segnano invece un -4,4%”.

I generi preferiti del mercato complessivo? Cala la fiction straniera mentre cresce quella italiana. Bene il settore bambini che incrementa la sua crescita al punto che quasi 1 libro su 4 venduto in questo 2015 è per bambini, ben di più di quanto si venda a copie di narrativa italiana (circa 1 su 6) e solo un po’ meno delle copie vendute di fiction straniera (1 su 4).

Il 2015 per i piccoli editori? Cresce, per copie e fatturato: “se dai dati complessivi del mercato trade si toglie la grande distribuzione, gli esiti sono nettamente più positivi”: -0,2% a fatturato e -1,7% a copie. Su questo perimetro si possono confrontare bene le performance di piccoli e grandi. E gli esiti sono opposti: +1,7% di copie vendute e un +2% di fatturato per i piccoli editori. E -2,8% di copie vendute e un -1,1% di fatturato per gli altri.

Dove crescono i piccoli? Cresce per i piccoli la fiction italiana (+14,7% a copie ma +23,5% per fatturato), il settore bambini e ragazzi (+8,9% a copie e +11,1% per fatturato). Variazioni minime (in negativo) si registrano invece per la non fiction pratica (guide, viaggi, tempo libero e lifestyle). Più significativo il decremento per fiction straniera, non fiction generale (la saggistica) e la non fiction specialistica (manualistica).

Infine, dove primeggiano tra i loro generi trainanti? Nella graphic novel ma anche nel colouring book prima di tutto, cioè nei nuovi linguaggi della narrazione e nei nuovi prodotti su carta. Per la prima volta l’indagine Nielsen si spinge nell’analisi dei segmenti che fanno crescere il mercato dei piccoli editori e del loro peso in tali segmenti. I piccoli editori crescono nella graphic novel (dove coprono il 77% del totale del segmento), negli albi da colorare (68%), crescono nei libri per bambini e ragazzi 0-5 anni da colorare con stickers e altre attività (e arrivano a coprire il 37%), nei libri pop up 0-5 anni (34%), nelle fiabe e filastrocche (32%), nei libri per ragazzi 6-9anni di divulgazione (33%). Crescono anche nella fiction ma la quota è ancora bassa (16% del totale segmento).

I commenti – “Si intravvedono i primi segnali di uscita dal tunnel – ha sottolineato il presidente di AIE, Federico Motta -. Il mercato, a quanto sembra, potrebbe presentare un segno positivo a fine anno e se consideriamo anche gli ebook e i canali non censiti possiamo essere cautamente ottimisti. Questo è il momento in cui lavorare ancora di più, tutti insieme: i piccoli editori dimostrano di consolidarsi in quelle nicchie che corrispondono a nuovi linguaggi narrativi, come la graphic novel, e in nuovi formati, come gli albi per adulti da colorare. I piccoli editori sono la nostra speranza. Dimostrano la capacità di anticipare le tendenze. E’ quello che dobbiamo fare, per attivare nuove leve di crescita e recuperare lettori e fatturato”.

“Dopo cinque anni di mercato editoriale con il segno meno, l’emorragia si sta fermando – ha proseguito Antonio Monaco, presidente del gruppo Piccoli editori di AIE -. Tutti sappiamo però che nulla sarà come prima. Di fronte a questo scenario la via “difensiva” o “rivendicativa” non è più sufficiente. Ora dobbiamo riattivare un forte attivismo civile, una maggiore consapevolezza della situazione e nuove formule da parte dei singoli attori della filiera editoriale, ma anche da parte dei lettori e di tutto il sistema politico e istituzionale. A favore di tutti i lettori. Noi faremo la nostra parte”.

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