Sapevate che uno schermo del computer in blu influisce positivamente sulla creatività? E che la frequenza dei rapporti sessuali è maggiore all’interno di una stanza a dominante rossa invece che grigia? Queste e altre curiosità nel saggio del color designer Jean-Gabriel Causse... - Su ilLibraio.it un estratto dal capitolo dedicato agli influssi dei colori...

Sapevate che la frequenza dei rapporti sessuali è maggiore all’interno di una stanza a dominante rossa invece che grigia? E che l’arancione stimola i rapporti sociali e l’apprendimento dei bambini? Che uno schermo del computer in blu influisce positivamente sulla creatività, e che più un ketchup è scuro, più vi sembrerà speziato? Queste e molte altre le curiosità contenute nel saggio di Jean-Gabriel Causse, Lo stupefacente potere dei colori (Ponte alle Grazie) che attinge dalla lunga esperienza di color designer del suo autore, suffragata da studi scientifici ed esperimenti sorprendenti…

Su ilLibraio.it la prima parte del secondo capitolo
(per gentile concessione di Ponte alle Grazie)

Sotto il loro influsso

Pensate all’uomo più freddo e più insensibile che esista al mondo… Uno a caso: Norman Bates, nel film Psycho di Hitchcock. Ebbene, sappiate che anche lui è sensibile ai colori. A tutti i colori. Non semplicemente al Rosso sangue… Gli scienziati concordano oggi nel dire, con totale disinvoltura, che «il corpo amigdaloideo del cervello influenza le elaborazioni cognitive dell’informazione tramite un fenomeno detto del trasferimento dell’eccitazione che suscita un’attivazione fisiologica» (l’effetto Zillmann, 1971; Garrett e Maddock, 2001; Schwarz e Clore, 2003). In termini più comprensibili, significa che, rovistando nel cervello, gli scienziati hanno scoperto che i colori lo illuminano allo stesso modo di un albero di Natale e che ci inducono a fare una serie di cose senza che si sappia molto bene il perché. E inoltre i colori freddi attivano aree del cervello diverse da quelli caldi (Tang, Liu e Li, 2002). D’altra parte, il nostro cervello cogita e ci fa agire o percepire la realtà in maniera differente senza che nemmeno ne abbiamo coscienza (Barbur, Weiskrantz e Harlow, 1999). Gli influssi fisiologici dei colori si mostrano all’opera anche con gli occhi chiusi! Bisogna sapere che la pelle ha una fotosensibilità paragonabile a quella della retina(Campbell e Murphy, 1998). Ebbene sì, la nostra pelle è sensibile ai colori!
Siamo tutti consapevoli che la nostra epidermide reagisce a determinate lunghezze d’onda, come i raggi ultravioletti responsabili delle scottature. Ma quanti sono a sapere che anche le lunghezze d’onda «visibili», ovvero i colori, esercitano un’azione sulla nostra pelle?
Se si dà credito al pensiero tradizionale cinese contenuto in un libro di quasi cinquemila anni fa, l’Hoang ti nei King so ouenn, l’essere umano assorbe in proporzione dalla pelle altrettante sostanze che per via digestiva. Jules Romain è stato tra i primi a interessarsi all’influsso dei colori sulla pelle: prima di essere uno scrittore, era un biologo e ha lavorato su quella che definiva la visione extraretinea. Secondo lui, in determinate condizioni, si potevano «sentire» le differenze di temperatura tra oggetti o superfici a colori. E ciò sarebbe vero in particolare per i ciechi e soprattutto riguardo alle differenze tra Rosso e Giallo. Questa sua affermazione è stata però fortemente contestata dalla comunità scientifica!
Nel 1939, uno studio assicurava che la stimolazione epidermica (con gli occhi bendati) tramite differenti colori induceva effetti differenti (Kurt Goldstein, The Organism, ispirato alla psicologia della Gestalt).
Alcuni esperimenti clinici hanno dimostrato che l’influsso del colore è esasperato in modo particolare nei nevrotici e negli psicotici. Numerosi altri studi confermano che il Rosso provoca un aumento del battito cardiaco, un innalzamento della pressione sanguigna, una più pronta risposta elettrodermica, soprattutto dei battiti di palpebra, una più elevata frequenza respiratoria e una maggiore riduzione delle onde alfa nell’elettroencefalogramma. Insomma, le differenze sono significative e calcolabili: un ambiente rosso accrescerebbe l’attività bioelettrica nel corpo del 5,8 per cento e la forza muscolare del 13,5 per cento, il che non è poco! (Gerard, 1957; Berlyne, 1960; Wilson, 1966; Birren, 1998; Robinson, 2004). Una ragione di più per diffidare di una persona irritata «che vede rosso»…
Si è scoperto pure che certe emicranie o crisi di epilessia vengono scatenate da precise frequenze (lampeggiamento rosso). I colori influenzano ugualmente il nostro ritmo biologico e le nostre secrezioni di melatonina, in modo particolare il Turchese (lo vedremo meglio più avanti, quando accenneremo agli influssi della luce).
I colori d’altronde incidono anche sull’udito, soprattutto quando i suoni risultano sgradevoli. È stato dimostrato che certi suoni possono venire associati a determinati colori e poi elaborati assieme, in maniera integrata, dal cervello (Fuster, Bodner e Kroger, 2000). Si privilegeranno colori scuri in ambienti rumorosi ad alte frequenze (suoni acuti) e colori chiari per combattere il frastuono delle basse frequenze (suoni gravi o infrasuoni) (Devismes, 2000; Déribéré, 1996).
A questi influssi fisiologici (magari a occhi chiusi), si aggiungono quelli psicologici generati grazie alla vista…

(continua in libreria…)

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