Torna la rubrica dell'editor-bassista della Longanesi, che questa volta racconta (a modo suo) la trilogia dello scrittore Carsten Stroud, ambientata a Niceville, citando persino i Southern Death Cult...

Confesso che io a Niceville ci vorrei andare ad abitare. Niceville, per chi non la conoscesse, è una ridente cittadina del Sud degli USA, di medie dimensioni, tagliata in due dal serpente del Tulip River e ombreggiata per gran parte della mattina da un picco roccioso che incombe sulle case come un avvoltoio in attesa che la preda si arrenda ed esali l’ultimo rantolo. Niceville, per chi non la conoscesse, è l’equivalente della Castle Rock di Stephen King (che, non a caso, a proposito di Niceville ha detto ‘travolgente’). Niceville, per chi ancora non la conoscesse, è la creazione di Carsten Stroud: uno scrittore dalla sterminata fantasia, che personalmente adoro per la sua capacità di creare dei ‘bad guys’, dei cattivi, semplicemente indimenticabili. Fate la conoscenza con Coker, e poi ne parliamo.
Ecco la mia colonna sonora dedicata alla trilogia di Niceville:

Southern Death Cult: ALL GLORY

Cittadina del Sud… Morte… Culto… e gloria. Ian Astbury (l’unico cantante che non è stato fatto entrare dai buttafuori a un suo stesso concerto – non l’avevano riconosciuto, ed era senza biglietto ovviamente) agli esordi, prima di abbandonare sia il sud sia la morte e tenersi solo il culto, fondando i Cult insieme a Billy Duffy e alla sua Gretsch White Falcon.

 

Soggy Bottom Boys: I’m A Man Of Constant Sorrow

Enjoy the Spirit of the South.

 

The Rolling Stones – Route 66

Su questo brano lascio la parola a Carsten Stroud stesso.

 

Frank Barbetta si sfregò la tempia, bevve un sorso dal grosso bicchiere pieno di chianti e sorrise a Danziger.
«Forse non sei del tutto morto.»
«O sei morto o non sei morto, Frank, non è che puoi essere una via di mezzo, proprio come non è che si può essere mezze incinte o mezzi repubblicani.»
«Dici? E allora come te li spieghi i Rolling Stones? No, perché a me un paio di loro sembrano proprio morti.»

 

 

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