Dal Grand Hotel di Rimini a Fellini, passando per la nostra musica (da Tu vuo’ fa’ l’americano alle arie di Rossini...): in "Braccialetti azzurri" lo scrittore spagnolo conferma il suo legame speciale con l'Italia

E’ arrivato in libreria per Salani Braccialetti azzurri. Ama il tuo caos, il nuovo libro di Albert Espinosa, autore del bestseller Braccialetti Rossi (che dà anche il titolo alla fiction di Rai1).

Lo scrittore e regista spagnolo nutre da sempre una particolare passione per l’Italia e nel suo nuovo romanzo ha voluto rendere omaggio al nostro Paese, alla sua cultura, al suo cinema e alla sua musica. Vediamo come:

-Uno dei protagonisti di Braccialetti azzurri cita la Romagna, e in particolare un luogo ricco di suggestioni come il Grand Hotel di Rimini, spiegando che gli ‘aveva rapito il cuore’.

-Proprio qui aveva soggiornato Federico Fellini, “un regista che amo molto”, ha confessato lo stesso Espinosa, “e del quale ho scoperto il meraviglioso Il libro dei sogni, un’enorme raccolta dei disegni e dei testi che il maestro sognava ogni notte”.

-La musica italiana ha un ruolo speciale in Braccialetti azzurri: da Tu vuo’ fa’ l’americano alle arie di Rossini.

 

-Tra l’altro, uno dei personaggi di questo nuovo romanzo spiega: “Amo la musica più di ogni altra cosa. La vita senza musica sarebbe un errore”.

-Aggiunge l’autore: “La musica lirica, e soprattutto l’opera, fanno parte della mia vita. Per questo nel mio libro un personaggio canta le arie d’opera e si esercita ogni giorno. Sono certo che questa musica abbia il potere di guarire”.

-Espinosa racconta inoltre che negli ultimi mesi si è dedicato ancora di più alla musica, imparando a suonare la tromba. “Proprio io che sono senza un polmone… ma alle passioni non si comanda. Non diventerò un professionista, ma suono ogni giorno con grande gioia”.

-Infine, Braccialetti azzurri, la storia di cinque ragazzi che si oppongono a un mondo dalle regole aride e insensate, è ambientato su un’isola che ricorda molto Ischia, ‘un luogo incantevole e pieno di vita che consiglio a tutti di visitare’ conclude Albert Espinosa.

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