Vivo per questo

Amir Issaa presenta “Vivo per questo”

Vivo per questo

Un racconto trascinante. Una storia vera. Un romanzo di iniziazione

Amir Issaa

Reverse, pp. 224, prezzo: 15 euro

 

Non mi devo integrare

Io qua ci sono nato

Io non sono mio padre

Non sono un immigrato

Non sono un terrorista

Non sono un rifugiato

Mangio pasta e pizza

Io sono un italiano

 

Era una febbre

il primo amore

ma non era solo amore

era anche rabbia

 

Scena prima: Roma. Notte fonda. Un bambino dorme vicino a sua sorella maggiore quando arrivano la polizia e l’ufficiale giudiziario per lo sfratto esecutivo. Lei si chiama Fatima, lui Amir. “Ho dieci anni, stringo il mio fagotto di vestiti e mi vergogno. In strada, di notte. E adesso?”

Vivo per questo è un viaggio trascinante in una Babele metropolitana di colori, culture, suoni e voci. È la storia di un bambino e di una famiglia sempre in bilico sull’orlo della legalità. Una storia che parte veloce su una tavola da skate, correndo sui marciapiedi di Tor Pignattara inseguita da negozianti inferociti, con Roberto detto Kyashan e Napoleone, amici inseparabili. Una storia che segue le movenze irresistibili della breakdance con Crash Kid, amico e mito scomparso troppo presto. Una storia che attraversa le scorribande del writing, anima nera della street art: la ricerca di un codice, le crew di quartiere, i tag per riconoscersi e sentire di esistere. Una storia che si carica con l’energia della hip house per poi scivolare nel rap, l’isola del tesoro, il collettivo Rome Zoo e piazzale Flaminio, la casa da abitare, il ritmo da cui farsi travolgere.

In una escalation di incontri, esperienze ed emozioni, Amir Issaa ha scritto un libro che non è l’autobiografia rituale di un artista ma è soprattutto un ritratto generazionale. Un romanzo hip hop di iniziazione alla vita con decine di personaggi e una controcultura travolgente: una terra promessa che ha liberato tante adolescenze difficili dalle vertigini del caos.

 

Amir Issaa si avvicina alla cultura hip hop prima come breaker e poi come writer nella crew capitolina The Riot Vandals. Tra i fondatori del leggendario Rome Zoo, collettivo di cui hanno fatto parte nomi storici della scena rap romana come Colle der Fomento e Cor Veleno, dopo diverse autoproduzioni e collaborazioni con i nomi più noti del panorama rap italiano, nel 2005 inizia a lavorare al suo primo album solista, “Uomo di prestigio”. Le sue origini egiziane lo portano ad affrontare nei suoi brani anche il tema delle seconde generazioni e in breve tempo viene notato dai media e diventa un punto di riferimento per tanti ragazzi. La canzone Caro presidente, un

video-appello rivolto al presidente della Repubblica e dedicato al tema dello ius soli, e la collaborazione con la piattaforma change.org attraverso una petizione che ottiene in pochi giorni decine di migliaia di firme, consolidano il suo status di testimonial dei nuovi italiani. Nel 2012 compone insieme al team di musicisti The Ceasars la colonna sonora del pluripremiato film “Scialla!” di Francesco Bruni, il cui brano principale ottiene la nomination ai David di Donatello e ai Nastri d’argento come miglior canzone da film dell’anno. Nel 2013 è protagonista di una puntata del format “Guerrieri” (La7), condotto dal musicista Saturnino. Oggi Amir è molto impegnato nel sociale. Tra i suoi progetti ricordiamo, in collaborazione con Unar e con l’associazione Il Razzismo è una brutta storia, “Potere alle parole” (beat e rime contro le discriminazioni), laboratori educativi

musicali nelle scuole per combattere stereotipi e pregiudizi.

 

 

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