Il paradiso dei ricchi

Leo Sisti presenta “Il paradiso dei ricchi”

“Ora so, sappiamo tutti. Per vent’anni alcuni Stati membri hanno fermato il cammino dell’Europa verso una tassazione pulita e contro i crimini finanziari. Lo sappiamo, ma non possiamo renderlo pubblico.”
Sven Giegold, deputato al parlamento europeo, membro della commissione speciale Taxe

“Farei la stessa cosa: non avevamo altra scelta, volevamo diversificare la nostra economia.”
Jean-Claude Juncker, già premier del Lussemburgo, attuale presidente della Commissione europea

Grazie a clamorosi scoop giornalistici, al coraggio di chi ha diffuso documenti riservati rimediando multe e condanne, finalmente è stato scoperchiato il bluff delle tasse e della finta concorrenza fiscale. Questa inchiesta apre la scatola nera dell’Europa unita, racconta le ragioni di un grande inganno ripercorrendo con chiarezza e passione anche storie del passato recente, quando protagonisti della finanza offshore erano personaggi come Sindona, Gelli, Calvi.
Austerità, sanzioni, migranti da cacciare, frontiere da chiudere. È in corso un dibattito violento sull’Europa, troppo spesso ideologico, pericoloso. Questo libro prova a spostare l’attenzione a partire da documenti rivelatori che raccontano il trattamento fiscale di favore ricevuto da milionari e multinazionali. Siamo in Lussemburgo, sede di alcune tra le più rappresentative istituzioni comunitarie.
Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, siede da anni al vertice di un sistema scandaloso (è stato definito “il cartello delle tasse”). Legale, naturalmente, ma contrario al più elementare senso di giustizia (ci sono multinazionali che pagano meno dell’un per cento di imposte). Leo Sisti racconta come funziona, chi ne ha beneficiato, com’è stato smascherato.
Elusione ed evasione fiscale costano alle casse comunitarie mille miliardi di euro all’anno. È decisivo partire dal tema delle tasse per dare sostanza al dibattito sull’Europa. Per riconquistare un sentimento di appartenenza. Per rispondere ai populismi di destra che vogliono un’Europa chiusa e sempre meno libera.

Leo Sisti, per molti anni inviato speciale de “L’Espresso”, è stato il primo giornalista italiano ammesso nel gruppo internazionale di giornalismo investigativo Icij (International Consortium of Investigative Journalists). Con questo network di Washington ha preso parte all’inchiesta Panama Papers, vincitrice del premio Pulitzer (2017), esteso agli oltre trecento reporter che vi hanno lavorato. Icij ha contribuito a smascherare i più colossali scandali finanziari degli ultimi anni (Swissleaks, Luxleaks, Offshoreleaks, Chinaleaks, Paradise Papers).
È autore di vari libri, tra i quali ricordiamo: “Il Banco paga” (con Gianfranco Modolo, Mondadori 1982), “Il caso Marcinkus” (con Leonardo Coen, Mondadori 1991), “Les nouveaux réseaux de la corruption” (con Fabrizio Calvi, Albin Michel 1994), “L’Intoccabile. Berlusconi e Cosa nostra” (con Peter Gomez, Kaos 1997), “Caccia a Bin Laden” (Baldini Castoldi Dalai 2004), “L’isola del tesoro” (Bur 2007) e “Processo all’italiana” (con Piercamillo Davigo, Laterza 2012).

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