Una specie di vento

Marco Archetti presenta “Una specie di vento”

«Il 28 maggio 1974, alle ore 10.12, ho smesso di
essere quel che ero e ho cominciato a essere quello
che sarei stato per il resto della mia vita: un
sopravvissuto.»

Redento Peroni, 84 anni, ferito nella strage

LA SPOON RIVER DI PIAZZA DELLA LOGGIA.
IL ROMANZO CHE RACCONTA UNO DEI MOMENTI
PIÙ DRAMMATICI DEL NOSTRO PAESE.
UN ATTENTATO QUALIFICATO, A NORMA DELL’ART. 285
DEL CODICE PENALE, COME STRAGE POLITICA

Una manifestazione antifascista che riuniva partiti e sigle sindacali. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti e un fiume di gente tutt’intorno. L’esplosione, dissero i sopravvissuti, fu “una specie di vento”. Il bilancio: otto vittime e centodue feriti. Poi indagini, depistaggi, omissioni, mezze verità, cinque istruttorie, tredici dibattimenti e due condanne definitive arrivate nel giugno 2017. Quarantatré anni dopo.

Marco Archetti, scrittore bresciano, avvalendosi di documenti storici e testimonianze di prima mano, compone un romanzo toccante e prezioso che ridà vita alle otto vittime della strage. Evitando ogni retorica e concentrandosi sulle loro vicende umane, le fa affiorare dal buio ed entrare in scena come in un film. Un atto d’amore e di memoria. E per la prima volta i caduti della strage non sono solo nomi su una lapide commemorativa, ma vengono raccontati come uomini e donne in carne e ossa, “né santi né eroi”, in una Spoon River luminosa, scandita dalla voce di Redento Peroni. Quella mattina si trovava a pochi passi dalla bomba ma il destino volle che il piccolo gesto di uno sconosciuto gli salvasse la vita. Così il suo racconto guida la narrazione e testimonia fatalmente un’epoca della nostra storia recente, anni bui, di piombo ma anche di umanità, tenerezza e legami profondi che hanno molto da dire a ciascuno di noi. Una storia che è un canto di vita: la morte in ritardo di duecento pagine.

Marco Archetti è nato a Brescia nel 1976. Ha scritto, sul “Corriere della Sera”, diversi articoli dedicati alla strage che ha segnato per sempre la sua città e i suoi primi ricordi d’infanzia. Ha pubblicato «Lola motel» (2004), «Vent’anni che non dormo» (2005, finalista premio Montblanc), «Maggio splendeva» (2006, finalista premio Zocca e finalista premio Chianti), «Gli asini volano alto (2009), «Sabato, addio» (2011), editi da Feltrinelli. Ricordiamo anche «Sette diavoli» (Giunti 2013), «I giorni non si scavalcano» (Rizzoli 2015) e il libro della campionessa di ginnastica Vanessa Ferrari, «Effetto Farfalla: la mia vita raccontata a Marco Archetti» (Mondadori 2015). Collabora con quotidiani e riviste. Su “Il Foglio” tiene una rubrica di libri e numerosi interventi di letteratura. Il noto scrittore americano Joe R. Lansdale ha scritto di lui: “Marco Archetti è un romanziere raffinato e intelligente. Non perdete questo treno, saltateci su adesso”.

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