L'inutile fardello

Well-being Therapy: psicoterapia breve per il benessere psicologico

“Come ogni libro di padre Ortensio, anche questo susciterà scandalo, scalpore, sarà fonte di polemiche e censure, e si aggiungerà ai tanti testi vivamente sconsigliati da chi ha paura di tutto ciò che è nuovo.” Alberto Maggi

Una ricerca appassionata, paziente, vitale, mai paga di certezze stabilite una volta per tutte. Questa è la teologia che ha praticato Ortensio da Spinetoli, uno dei più profondi e inascoltati teologi italiani. Isolato, processato dal Sant’Uffizio, allontanato dall’insegnamento per i suoi libri e le sue lezioni, Ortensio non ha mai gettato la spugna, convinto che leggere e interpretare i testi sacri non fosse questione di autorità ma di competenza. Forte di questa consapevolezza, ha affrontato con coraggio e determinazione alcuni concetti teologici che sono un tabù per la maggioranza dei credenti. Il “peccato originale” (di cui Gesù mai ha parlato), l’“ultima cena”, l’“eucarestia”, la “verginità di Maria”, il “sacrificio della messa”, la “mistica del patire”, le basi stesse della dottrina cattolica sono indagate da Ortensio da Spinetoli con il rigore e la profondità che solo uno spirito libero può avere. Questo libro, un gioiello di sintesi e intelligenza che viene pubblicato postumo, è un omaggio alla teologia come impresa scientifica sempre aperta a nuove scoperte e brillanti intuizioni. Un manifesto per un salutare rinnovamento teologico della chiesa, mai come oggi così necessario. Una chiesa che per Ortensio è ancora ferma ai pensatori medievali.

Padre Ortensio da Spinetoli (1925-2015) è stato Superiore provinciale dei frati cappuccini delle Marche. Entra nel seminario dei frati cappuccini di Jesi nel 1936, a undici anni, e nel 1949 è ordinato sacerdote. Studia a Friburgo, Innsbruck, Roma, Gerusalemme, e insegna, tra l’altro, alla Pontificia Università Antonianum: le sue lezioni saranno spostate presso l’aula magna per contenere i tanti studenti che desiderano ascoltarlo. Il suo primo libro, “Maria nella Bibbia”, gli vale il richiamo del Sant’Uffizio. Successivamente, a causa dei suoi testi e delle sue lezioni, subirà un processo presso la Congregazione per la Dottrina della Fede. Non sarà condannato ma verrà rimosso dall’insegnamento e allontanato dal suo stesso ordine. Trova ospitalità a Recanati, presso la famiglia di Fernanda Galluzzo, dove trascorre l’ultima parte della sua vita continuando gli studi senza mai alcun desiderio di rivalsa per le vessazioni subite.

In Appendice una lettera di Ortensio da Spinetoli a papa Francesco, del 20 settembre 2013, per la prima volta pubblicata in forma integrale.

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