"L’argomento politico che sta dettando l’agenda nel mondo? Il rapporto tra democrazia e populismo, tra rappresentanza e consenso mediatico, tra difesa delle minoranze e mano libera della maggioranza. Il fatto che l’Italia sia diventata l’epicentro di questo dibattito è senza dubbio una novità. Una novità alla quale bisogna prestare grande attenzione, cosa che noi, usualmente, facciamo pubblicando libri". Su ilLibraio.it l'intervista a Michele Luzzatto, Direttore editoriale di Bollati Boringhieri, che negli ultimi mesi ha pubblicato "Mussolini ha fatto anche cose buone" di Francesco Filippi e "Come sfasciare un paese in sette mosse" di Ece Temelkuran

Da quasi un anno Michele Luzzatto è il Direttore editoriale di Bollati Boringhieri, casa editrice torinese con 60 anni di storia alle spalle. Negli ultimi mesi, uno dei libri Bollati che più sta facendo parlare è senza dubbio il saggio Mussolini ha fatto anche cose buone di Francesco Filippi, da ormai 17 settimane protagonista in classifica. Un testo, quello di Filippi, che si inserisce in un dibattito acceso che non coinvolge solo l’Italia, come conferma un articolo del 20 luglio a firma di Daniel Verdú pubblicato da El País, il più grande quotidiano spagnolo, dedicato proprio alla discussione sul “ritorno del fascismo” che oggi attanaglia il nostro Paese e che cita, per un lungo tratto, Mussolini ha fatto anche cose buone.

Per Luzzatto “il libro ha richiamato l’attenzione dei media, persino internazionali, in parte per il suo successo in libreria, ma in parte anche perché, ultimamente, è evidente che all’Italia stanno guardando con enorme attenzione (e apprensione) da tutta Europa. Ciò che avviene qui non è di interesse esclusivamente locale, ma riveste ormai un interesse centrale per tutto il continente, perché il nostro modello politico attuale, con la sua coalizione giallo-verde di partiti populisti (benché di diversa estrazione), potrebbe in futuro espandersi ben oltre l’arco alpino”.

Secondo il direttore editoriale di Bollati Boringhieri “per molti non sarà confortante considerarsi ‘avanguardia’ in un ambito così delicato e imprevedibile, ma sicuramente l’Italia è osservata speciale da parte delle democrazie dell’Europa centrale, preoccupate che l’’infezione’ populista possa un giorno investire anche loro e che un cambio di rotta del nostro Paese possa ridisegnare in forme imprevedibili gli equilibri geopolitici usciti dalla caduta del Muro di Berlino”.

“Di questo ragionamento politico – prosegue Luzzatto – fa parte appunto la diminutio dell’eredità storica del fascismo. Come negli anni Venti il fascismo rappresentò senza dubbio una ‘novità’ in campo polltico (non di quelle di cui andare fieri, certo, ma pur sempre una novità), così il suo edulcoramento (appunto: ‘Mussolini ha fatto anche cose buone’) sembra essere funzionale all’attuale contingenza politica, ‘nuova’ a sua volta”.

Ma attenzione, qui le analogie si fermano: “Non sto dicendo che l’attuale governo sia fascista, né lo penso; sto dicendo che fuori e dentro l’Italia c’è chi paragona la dirompenza politica della situazione attuale con quella di allora. È talmente evidente, che un libro che non è neppure stato tradotto in spagnolo finisce col fare notizia, nel principale quotidiano della Spagna. Non è certo una cosa usuale. Il fatto è che l’Italia attuale fa paura a buona parte dell’Europa, e di questo parla quell’articolo del País”, chiarisce l’editore.

Consapevole di questa situazione, e da tempo, è stata su questo stesso tema Ece Temelkuran, la giornalista turca autrice di Come sfasciare un paese in sette mosse (sempre pubblicato nei mesi scorsi da Bollati Boringhieri, con la traduzione di Giuliana Olivero): “Scritto prima dell’ascesa dell’attuale governo italiano, il libro di Temelkuran contiene al suo interno gli stessi timori, espressi con una forza dirompente. È questo ormai l’argomento politico che sta dettando l’agenda nel mondo: il rapporto tra democrazia e populismo, tra rappresentanza e consenso mediatico, tra difesa delle minoranze e mano libera della maggioranza. Il fatto che l’Italia sia diventata l’epicentro di questo dibattito è senza dubbio una novità. Una novità alla quale bisogna prestare grande attenzione, cosa che noi, usualmente, facciamo pubblicando libri”.

 

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