"La, felicità, che cos’è? La felicità vera, quella capace di superare la risata per diventare perfino pianto...". Se lo chiede su ilLibraio.it lo scrittore Federico Baccomo, che torna in libreria con "Ma tu sei felice?"

Ma la felicità che cos’è? La felicità vera, quella capace di superare la risata per diventare perfino pianto, che cos’è?

È la realizzazione di un desiderio? Il raggiungimento di un obiettivo? Oppure, semplicemente, la fine di un dolore?

E poi, esiste una sola felicità o ce ne sono tante, di tipo diverso, di diversa intensità? Per esempio, è più felice chi colleziona un gran numero di amori o chi riesce a tenersi stretto l’unico che ha? È più felice chi guadagna un sacco di soldi facendo un lavoro che odia o chi fatica ad arrivare a fine mese per inseguire un sogno che lo appassiona? È più felice chi riesce a prendersi cura di qualcuno a cui vuol bene o chi riesce a distruggere la vita di qualcuno che disprezza?

Che cos’è la felicità? Una faccenda di egoismo o di altruismo? Di fortuna o di disciplina? Si può arrivare alla felicità da soli o è necessario stare insieme agli altri? Saremmo disposti a cedere un pezzo della nostra felicità o è necessario tenerla intatta e tutta per noi? Per essere felici, basta un buon taglio di capelli, un invito a una festa o è necessario l’impresa di una vita? Bisogna arrivare in cima a un piedistallo o è sufficiente riuscire ad aggirare un ostacolo? Felice chi si accontenta di poco o chi non è disposto ad accontentarsi?

E quando si insulta, quando si sputa addosso, quando si fa del male, è possibile trarne felicità? Possiamo essere felici quando ubbidiamo agli ordini, alle regole, ai precetti? E quando decidiamo per gli altri, quando li usiamo? Siamo in grado di capire quando siamo felici o succede tutto a nostra insaputa? Bisogna urlarlo o è bene tacere e tenersi tutto per sé? Ci si può abbandonare all’ebrezza o è meglio aver paura? Ci si deve fermare o restare in movimento?

Insomma, che cos’è la felicità?

La felicità – la mia perlomeno – è scrivere una pagina buona.

È camminare per andare in un posto dove so che mi divertirò.

È il momento in cui la mia ragazza sorride perché scopre che la sto aspettando fuori dal lavoro.

È dire una battuta che fa ridere una tavolata.

È vedere un film che amo con qualcuno che non l’ha mai visto (e viceversa, un film mai visto con qualcuno che amo).

È risolvere il problema di chi ha contato su di me.

È dire a un bambino che ha preso a calci il mio cane pensando di non esser visto che, più tardi, quella notte stessa, lo spirito del cane verrà a trovarlo mentre dorme, lo sveglierà con un tocco leggero della zampa e poi gli mangerà la faccia.

È fare la domanda giusta a un prepotente, quella che lo mette in ridicolo, magari persino a tacere.

È una cena rimandata perché ci tengono che ci sia anch’io.

È rendersi conto, nel momento in cui mi sono messo al sicuro, che stavo per fare una cazzata.

È parecchie cose, più di quelle che immagino e che sono in grado di elencare. È una faccenda di giustizia, di salvezza, di speranza, di soddisfazione. È la parola intorno a cui ruota un’esistenza intera. È la risposta a una domanda – “Tu sei felice?” – che spesso rivolgiamo agli altri, perché rivolgerla a noi stessi richiede coraggio, un bel po’, molto più di quanto ne serva per continuare a far finta di niente.

Federico Baccomo Ma tu sei felice?

IL LIBRO E L’AUTOREFederico Baccomo (classe ‘78) è uno scrittore e sceneggiatore milanese, autore di diversi romanzi (tra cui Studio illegale, pubblicato da Marsilio nel 2009 e da cui è strato tratto un omonimo film con Fabio Volo, e Woody, proposto da Giunti nel 2015).

Era un avvocato, ma nel 2007 ha deciso di lasciare lo studio legale per cui lavorava per dedicarsi completamente alla scrittura. Nel suo nuovo libro Ma tu sei felice? (pubblicato da Solferino) tutto parte proprio da questa domanda. I due protagonisti, Vincenzo e Saverio, durante un aperitivo pomeridiano al bar, iniziano un dialogo, un botta e risposta di problemi quotidiani, quelli con i figli, con gli obblighi famigliari, con il sopravvivere al lavoro, con le diete che non funzionano, oltre naturalmente all’affrontare bugie, tradimenti e imbrogli. In questo romanzo, Federico Baccomo si diverte a ribaltare i luoghi comuni e a giocare con le aspettative dei lettori, arrivando a dimostrare che le cose, alla fine, nella letteratura come nella realtà, non sono mai come sembrano.

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