"Tempi felici" dello scrittore ungherese Ferenc Karinthy, recentemente oggetto di una riscoperta, è un libro singolare, una commedia con protagonista un giovane ebreo in fuga dai nazisti, ma interessato soprattutto alle donne e al calcio

Tempi felici (Adelphi) di Ferenc Karinthy, è un romanzo breve, ma molto particolare. Si tratta di una commedia ambientata a Budapest nel 1944, il protagonista è un ebreo in fuga dai nazisti, ma le sue preoccupazioni sono soprattutto il calcio e le donne, che lo trovano irresistibile, lo proteggono, lo sfamano e gli si concedono volenterose. Per lui la guerra è l’occasione di passare dalle braccia di una amante all’altra. Sesso e umorismo, sono il modo paradossale con cui Faranc Karinthy affronta il male e la tragedia del nazismo.

Tempi felici Ferenc Karinthy

Molto più della guerra, delle bombe che riducono Budapest in macerie, molto più dei rischi che lui stesso corre in quanto ebreo, a occupare i pensieri di Józsi Beregi è il campionato di calcio. E poi trovare il modo di procurarsi quello che più gli manca: un po’ di carne da mettere sotto i denti. Ma non dovrà sforzarsi troppo, giacché a offrirgli, con entusiastica e spontanea generosità, tutto ciò di cui ha bisogno saranno le donne, nessuna delle quali sembra poter resistere al suo fascino.

assedio budapest nazisti sovietici
L’assedio di Budapest nel ’45 fu una delle più sanguinose battaglie della seconda guerra mondiale

Tempi felici di Ferenc Karinthy appare sin dalle prime battute come un divertissement – quasi uno schnitzleriano girotondo. Solo in una commedia, infatti, farsi crescere un paio di baffi può sottrarre un giovane ebreo alle terribili Croci frecciate nell’Ungheria dell’inverno del 1945; e solo in una commedia il giovanotto in questione può vivere le sei drammatiche settimane dell’assedio dei Sovietici, in una città squassata dai bombardamenti e ridotta allo stremo, come una parentesi beata, deliziosamente propizia agli amori clandestini, riuscendo a farsi proteggere, nutrire e coccolare da prostitute e borghesi, da giovani e da vecchie – e perfino da una miliziana fascista.

Epepe Ferenc Karinthy

Ferenc Karinthy, autore di questa singolare commedia sotto il nazismo, è uno scrittore ungherese, pressoché sconosciuto in Italia fin quando non è stato riscoperto e riproposto da Adelphi. Il precedente romanzo Epepe, è una sorta di incubo, la storia kafkiana di un linguista che, per un disguido, si ritrova perso in una città di cui ignora il nome e la posizione, senza documenti né denaro, in mezzo ad abitanti che parlano una lingua impenetrabile, di cui non riesce ad aver ragione nonostante le numerose lingue da lui conosciute.

la scelta evidenza

LEGGI ANCHE – Cosa scegliere di fronte al nazismo: un romanzo ci porta nell’Italia del ’44

Commenti