"Vorremmo non essere trattati come i cocchi di mamma, ma neppure come Pietro Gambadilegno...". Gian Arturo Ferrari, vicepresidente di Mondadori Libri Spa, commenta la discussa acquisizione di Rcs Libri: "Non abbiamo arraffato nulla..." - I dettagli

“Vorremmo non essere trattati come i cocchi di mamma, ma neppure come Pietro Gambadilegno”. E ancora: “Non abbiamo arraffato nulla, abbiamo comprato Rcs libri perché era in vendita”. Gian Arturo Ferrari, vicepresidente Mondadori Libri Spa, dal convegno ospitato dalla Biblioteca del Senato e dedicato a “Il libro e il mercato editoriale: nuove forme e nuove strategie”, come riporta l’Ansa, ha commentato alla sua maniera la discussa acquisizione di Rcs Libri da parte di Segrate.

“Nessun gruppo straniero ha cercato di comprare il gruppo Rizzoli, neppure i tedeschi che sono in espansione. Alcuni hanno deciso di investire, altri no. Noi lo abbiamo fatto perché crediamo nei libri, nel mercato italiano e nell’editoria”, ha aggiunto Ferrari. Che, come aveva fatto nei giorni scorsi, da Francoforte, l’Ad di Mondadori Libri Enrico Selva Coddè, ha ribadito che le case editrici “manterranno la loro identità”.

Ferrari (qui la nostra intervista all’indomani del suo inatteso ritorno a Segrate) ha concluso chiarendo:  “Abbiamo comprato perché era l’unico modo per recuperare risorse da investire nei libri, diminuendo tutti gli altri costi, come quelli amministrativi, che si possono ridurre”.

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