A Cagliari, dal 21 al 24 novembre, torna Pazza Idea, festival di letteratura e cultura contemporanea e digitale, focalizzata quest'anno sul binomio Bellezza e Rivoluzione - Il programma e i protagonisti dell'ottava edizione

Bellezza e Rivoluzione: quest’anno Pazza Idea, il festival di letteratura e culture digitali sulla contemporaneità (organizzato dall’Associazione Luna Scarlatta), ha come tema centrale un binomio forte e non facile da affrontare. Cosa manda avanti il mondo, è vero che la bellezza in tutte le sue forme può salvarlo, e che senza di lei, come scriveva Albert Camus, non può esserci rivoluzione?

Come si legge nella presentazione, sono molteplici gli spunti che daranno la possibilità di esplorare la bellezza nelle sue innumerevoli forme e sfumature: letteraria, artistica, architettonica, relazionale. La bellezza come motore che spinge al cambiamento e come fine delle nostre azioni quotidiane. L’arte e la sua potenza formativa. La rivoluzione della gentilezza, la straordinaria potenza della solidarietà, la sua singolo e la collettività. I temi di quest’anno sono insieme e separatamente potenti strumenti di interpretazione della realtà. Le storie, la letteratura, i libri – “nostre immancabili bussole per orientarci nel presente” – e le parole possono ancora essere rivoluzionari o chiediamo loro di essere “solo giardini”, di rassicurare, di raccontare il “già noto”?

A Cagliari sono in programma incontri, reading, proiezioni, workshop, presentazioni, lectio magistralis, performance artistiche e cultura digitale, a conclusione di un lavoro annuale, che compongono il programma di Pazza Idea. Bellezza e Rivoluzione. “Abbiamo scelto come luogo d’elezione ormai da molte edizioni il Centro d’arte e cultura Il Ghetto, nel quartiere storico di Castello“.

Si comincia, giovedì 21 novembre, con una doppia inaugurazione. Un focus sulla fotografia con la mostra della e sulla fotografa Tina Modotti, attrice di teatro e cinema, pasionaria perseguitata, musa di grandi artisti come Pablo Neruda, modella dei pittori naturalisti messicani, figura controversa dalle molte vite. “Fotografa e Rivoluzionaria” è una retrospettiva del suo lavoro fotografico, perché la sua vera grande passione fu la fotografia, a dispetto delle sue mille doti artistiche. La mostra include i suoi ritratti, gli studi delle piante e la famosa serie “Donne di Tehuantepec”, oltre a materiale meno conosciuto; è un viaggio attraverso la sua vita dalle molteplici sfaccettature, un racconto di sé attraverso le città in cui ha vissuto. In collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea di Casacalenda.

La seconda mostra è quella dell’illustratore Fabio Magnasciutti. Temperature è il titolo scelto per la raccolta delle sue vignette, che abbiamo visto negli ultimi anni su la Repubblica, l’Unità, il Fatto quotidiano, gli Altri, Linus e Left, in TV a “Che tempo che fa”, è la sintesi della poetica di questo artista del disegno: uno sguardo ironico e sempre insolito sugli eventi della vita, l’attualità, i sentimenti, con la forza e l’incisività che solo l’immagine può dare.

Le mostre resteranno allestite per tutta la durata del festival.

A seguire, le storie d’infanzia, la loro bellezza, nella narrazione di Giuseppe Lupo e Alice Cappagli. Voci nuove per costruire un nuovo “lessico familiare”: il primo con il racconto di storie piccole e grandi che ruotano intorno all’idea bella e terribile di famiglia, la seconda con il suo romanzo d’esordio – che è già un caso letterario – su nuovi incontri inaspettati che nella quotidianità possono cambiare la vita, soprattutto se di mezzo ci sono i libri. Saranno loro ad inaugurare la rassegna di letteratura di cui si potrà nutrire il pubblico di Pazza Idea. Bellezza e rivoluzione durante i quattro intensi giorni della kermesse.

Le parole con il loro potere e la loro inesauribile bellezza saranno protagoniste sin dal primo giorno. Sono ancora loro le vere narratrici della realtà oppure la “facilità” della rete le ha depotenziate? Pazza Idea da sempre riserva uno spazio particolare alle culture digitali e alla loro evoluzione, e l’incontro con la sociolinguista Vera Gheno e il giornalista esperto di Internet Massimo Mantellini, a partire dai loro ultimi libri, fornirà al pubblico le linee guida per provare a recuperare il senso pieno del presente e a capire come il linguaggio e la tecnologia siano sempre un’arma potente da maneggiare con cura.

Spazio particolare, quest’anno, alle lectio magistralis. Con lo scienziato e scrittore Telmo Pievani con la sua “Imperfezione. Una storia naturale”, un vero e proprio elogio rivoluzionario dell’arte di arrangiarsi, anche quando parliamo del nostro cervello, del genoma e dell’evoluzione della specie. In collaborazione con Skillellé – Pronti per il mondo e con Unistem.

Mentre lo scrittore Giuseppe Scaraffia accompagnerà i presenti in un viaggio nel tempo, in cui sembra quasi di sentire il rumore della Senna. Un’immersione di pura bellezza nella Parigi degli anni tra il 1919 e il 1939, quando la Ville Lumière era il centro artistico, letterario e mondano dell’Europa. Proprio  sulla Rive Droite, con il Palais Royal e il Louvre, l’Opéra e la Bibliothèque Nationale, i grandi boulevard con i loro lussuosi caffè, gli Champs-Élysées con i ritrovi, i teatri e i cinematografi, il Faubourg Saint-Honoré, sotto lo sguardo benevolo di personaggi come André Breton e Céline, Marina Cvetaeva e Henry Miller, ma anche altoborghesi come Proust e Gide, viveur come Francis Scott Fitzgerald e Jean Cocteau.

Ci sarà anche il critico letterario e scrittore Emanuele Trevi con una lectio magistralis ad hoc per questo affascinante quanto complicato binomio qual è “bellezza e rivoluzione”. Un excursus imperdibile tra letteratura e Storia, alle prese con le grandi domande dell’umanità. La rivoluzione russa come immenso epicentro di un terremoto universale e due nomi, fiammeggianti e immortali, per tutti: Marina Cvetaeva (1917-1919) e Vladimir Majakovskij.

Ancora, grandi cambiamenti e visioni rivoluzionarie nella storia di un uomo e imprenditore che ha cambiato la storia industriale dell’Italia: Adriano Olivetti.

Importanti spunti rivoluzionari a partire dal mondo della saggistica verranno offerti da Alberto Saibene e Giuseppe Lupo, che guideranno il pubblico del festival attraverso la scoperta di un imprenditore illuminato, un mecenate, un utopista, un rivoluzionario. Olivetti, sempre persuaso dalla bellezza della diversità e la potenza del fattore umano, creò un impero, fatto rigorosamente di persone volenterose ed entusiaste come lui. La sua passione e la sua voglia di fare lo condussero fiero attraverso una rivoluzione etica che coinvolse l’Italia di quel tempo.

Alberto Saibene, il sabato mattina, sarà anche protagonista, accompagnato dal giornalista Giacomo Serreli, di un incontro incentrato sul suo ultimo saggio in cui esplora il mondo dell’arte e dell’architettura italiana, analizzandone la varietà dei paesaggi, le testimonianze storico-artistiche, le stratificazioni di civiltà, in questo affiancato dalla storia e dal lavoro del FAI.

Il festival Pazza Idea si contraddistingue per il suo carattere contemporaneo e operativo offrendo al pubblico la possibilità di confrontarsi con i professionisti e gli esperti nei workshop mattutini di venerdì e sabato: quello con Fabio Magnasciutti che svelerà alcuni trucchi e processi creativi per realizzare le illustrazioni; quello con lo scrittore Vins Gallico dal titolo La Rivoluzione trama; quello sulle lettere d’amore con la scrittrice Ilaria Gaspari volto al recupero dei sentimenti belli; quello con Giacomo Pisano con le sue variazioni del concetto di bellezza attraverso excursus storici, culturali, artistici;

Da segnalare anche quello sui social media di Antonio Prudenzano e Jolanda Di Virgilio de ilLibraio.it, che analizzeranno insieme ai partecipanti diversi casi di Instagram e affini, per capire come sta cambiando la comunicazione online e cercare di prevedere i prossimi trend (e in cui si parlerà, ad esempio, anche di TikTok e dei gruppi su Telegram).

E ancora Mafe De Baggis con un incontro focalizzato sull’utilizzo delle competenze che abbiamo acquisito dal digitale…oltre la vita digitale. I workshop sono a numero chiuso, ci si può iscrivere gratuitamente mandando una email a workshop.pazzaidea@gmail.com.

Nel programma spazio all’incontro-intervista con il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro, intervistato dal giornalista Giuseppe Meloni. Saranno tante le domande, le curiosità, i dubbi a cui si vorrà dare risposta, approfittando della sua presenza a Cagliari. Il caso della rivista: com’è nata, come ha rivoluzionato il panorama editoriale in Italia, come funziona? Qual è la storia di Internazionale? Presente e futuro delle notizie, della professione del giornalista; com’è cambiato e come continua a cambiare il modo di fare giornalismo, di scrivere le notizie, ma anche e soprattutto il modo di leggere le informazioni e di interpretarle. Quanto è importante il confronto con gli altri?

La musica come accompagnamento, ma anche come protagonista nel reading-spettacolo di e con Luca Scarlini. Lo scrittore e performer torna al festival con uno spettacolo letterario e musicale su Leonardo, il suo genio rivoluzionario e la bellezza come nume tutelare.

Il coraggio è rivoluzionario, come dimostreranno gli incontri con Francesca Mannocchi e Pinar Selek. La prima, reporter e giornalista, si occupa di migrazioni e conflitti, ha realizzato reportage in Siria, Iraq, Palestina, Libia, Libano, Egitto e Turchia. Una storia commovente e perturbante quella messa nero su bianco nel suo ultimo romanzo, ispirato a uno dei suoi reportage di guerra, che sarà raccontata dall’autrice stessa durante questo imperdibile incontro. La seconda, attivista, sociologa e scrittrice turca, costretta all’esilio dal 2009, introdurrà gli spettatori nelle pieghe dei suoi lavori che hanno come oggetto le minoranze oppresse dalla Repubblica turca. Ha la capacità di far viaggiare i propri lettori verso i luoghi del suo cuore pur non mettendovi piede, di farne intuire la bellezza sciupata, la cultura rivoluzionaria. Selek ha un’idea ben precisa di rivoluzione e la condividerà col pubblico di Pazza Idea.

Il cuore rivoluzionario e pieno di bellezza dell’arte e della moda nell’incontro speciale con Antonio Marras, stilista di fama internazionale il cui lavoro e le cui scelte stilistiche sono da anni di grande ispirazione.

Sabato alle 21 un incontro che rappresenta bene gli incroci fra narrazione e media, cultura, poesia e realtà: l’autore e conduttore televisivo Domenico Iannacone in conversazione con Renato Chiocca.

Tutto è poesia: le cose semplici, le storie piccole, l’emozione e il conforto di scoprire che “nessun uomo è un’isola”. Il suo linguaggio si fa interprete e strumento della realtà, avvicina persone, percorsi ed esperienze. Con “I dieci Comandamenti” prima e “Che ci faccio qui” poi (su RaiTre) Domenico Iannacone ha rivoluzionato il modo di raccontare le storie, a metà fra il reportage e la narrazione. Con il suo sguardo misericordioso e complice questo autore, giornalista e conduttore televisivo, che è anche poeta ci ha fatto intravedere, nascosto nelle pieghe della quotidianità, quella materia misteriosa di cui scriveva Keats: “Bellezza è verità/verità è bellezza“.

Fertile e denso di spunti è anche il connubio filosofia-  letteratura. . L’ultima giornata di questa edizione, domenica 24, si apre con un incontro mattutino con Cristina Milani e Ilaria Gaspari, in conversazione con Michela Calledda. Insieme avranno il compito di dipanare i fili dell’inaspettata potenza che gentilezza e felicità possono scatenare nella vita di ognuno di noi e di condividere con il pubblico di Pazza Idea alcuni esercizi alla pratica della gentilezza e della felicità, partendo dai loro ultimi libri.

Quest’anno la poesia non avrà un solo “luogo” speciale durante la kermesse, ma sarà protagonista della matinée domenicale poetica condotta dal giornalista e scrittore Yari Selvetella. Un corpo a corpo tra originalità e luogo comune, tra retorica e invenzione: la bellezza è verità come per Keats? È mostro come per Baudelaire? La bellezza nella poesia non è mai neutrale: è sfida alla dittatura del tempo, è illusione d’amore, è resistenza allo sfruttamento, è indipendenza di pensiero. È conflitto, è rivoluzione. Selvetella ci propone un percorso arbitrario nella sfida dei poeti a due delle parole più abusate di epoche remote e recenti. In ordine di apparizione, poesie di: Sandro Penna, Pierre De Ronsard, Pablo Neruda, Nicanor Parra, Nazim Hikmet, Vladimir Majakovskij, Manlio Massole, Rocco Scotellaro, Amelia Rosselli, Wislawa Szymborska, Sergio Atzeni, Tiziano Scarpa, Maria Grazia Calandrone, Giuseppe Conte e il gran finale con Giacomo Leopardi e L’infinito, nell’anno del suo bicentenario.

In un percorso a più tappe tra parole e musica con letture di Michela Atzeni, Lia Careddu, Giacomo Casti, Maria Loi,  Angelo Trofa, Elio Turno Arthemalle e con le musiche di Matteo Leone e i Safir Nou.

E se la verità, come scriveva John Keats, è per definizione bellezza, è imperdibile e di grande spessore l’incontro col regista, ora anche scrittore, Daniele Vicari, intervistato da Renato Chiocca. Il suo “Emanuele nella battaglia” è il racconto di una storia vera e di un impegno civile portato avanti con limpidezza e desiderio di verità: la restituzione del “sorriso aperto” di un ragazzo in contrapposizione a un cortocircuito mediatico che spesso distorce e confonde la ricerca della verità.

E ancora, un panel dedicato all’arte contemporanea, formidabile propulsore e “cuore rivelatore” delle rivoluzioni della società: lo storico e critico dell’arte Christian Caliandro, autore di Italia Evolution (Meltemi Editore, 2018), ne parla insieme a Simona Campus, direttrice artistica dell’EXMA e Maria Francesca Guida, vicepresidente ECCOM e consigliere di amministrazione dell’Azienda Speciale Palaexpo.

L’appuntamento rinnova la collaborazione tra Pazza Idea e il Consorzio Camù per il progetto EXMA, rivolgendo lo sguardo ai fattori di cambiamento culturale e sociale che l’arte, quella contemporanea in particolare, innesca e determina.

Le proiezioni, come di consueto, apriranno e chiuderanno la quattro giorni di Pazza Idea. “La scomparsa di mia madre”, un documentario presentato anche al Sundance Film Festival e vincitore di numerosi premi, sarà presentato, in una prima proiezione in Sardegna, dal regista Beniamino Barrese che, in un incontro-confronto con sua madre Benedetta Barzini, risponderà alle domande del pubblico, a cui illustrerà la rivoluzionaria personalità di sua madre, modella, icona di stile, docente, femminista e oggi donna “in fuga” dalla sua stessa presenza. Perché il mostrarsi nella propria naturalezza, identità, e necessariamente complessità, è quanto di più rivoluzionario possa capitare oggi, in questa nostra società dominata dall’immagine e dalla sua infinita riproducibilità sui media. La storia del documentario, la sua genesi, la sua creazione si intrecciano in un viaggio introspettivo che può essere di grande ispirazione e può fornire interessanti argomenti di confronto, nodi cruciali non solo individuali, ma che diventano collettivi.

Il treno di Sottsass” è un documentario che ripercorre la storia di un incredibile architetto (come gli piaceva considerarsi), designer e artista (come, invece, non amava essere considerato). È un viaggio attraverso la sua vita in cui lo spettatore scoprirà quanto importante per lui sia stato viaggiare, in quanto “parte del progetto esistenziale”. Il racconto si snoda attraverso le varie voci che si alternano. “Se qualcosa ci salverà, sarà la bellezza”, diceva Ettore Sottsass. Le parole del designer austriaco-italiano sono forti come le sue opere, che vanno dai mobili alle fotografie, dagli edifici agli scritti, e provocatorie come le forme da lui create e i materiali da lui esplorati. Divenuto famoso con i prodotti realizzati per la Olivetti, come la rivoluzionaria macchina da scrivere Valentine, Ettore Sottsass è un esempio di originalità, curiosità e ingegno. Famoso per essere il fondatore dell’imponente collezione Memphis, in molti lo hanno definito l’inventore degli anni Ottanta.

Pazza Idea ha invitato anche Bobo Rondelli: l’incrocio – forse anche il cortocircuito –  di letteratura e musica è un altro dei binomi che appassiona chi organizza il festival, ma anche chi vi assiste. Come si intrecciano i due linguaggi? Sono collegati o sono modi diversi di raccontare il reale?

In questa edizione, Pazza Idea vuole esplorare la rivoluzione del linguaggio musicale, la resistenza dei cantautori e delle storie nel tempo dell’iper-commerciale, e anche la bellezza delle storie individuali che raccontano le generazioni. Nell’ambito dello stesso legame letteratura-musica la serata finale del festival ospiterà il reading “Il rap e tutto il resto” di Frankie Hi-nrg mc con il suo libro “Faccio la mia cosa” che chiuderà, domenica 24 novembre, questi quattro giorni di incontri, cortocircuiti, reading, performance, interviste, mostre, workshop, tutto all’insegna di bellezza e rivoluzione.

Il festival Pazza Idea è anche nei Sistemi Bibliotecari della Regione Sardegna: Monte Linas, Anglona-Gallura e Sarcidano- Barbagia di Seulo con i progetti di promozione alla lettura dedicati ad Antonio Gramsci e Andrea Camilleri, e con l’anteprima dello scorso ottobre alla casa circondariale di Uta.

Il programma completo sul sito della manfestazione, organizzata dall’Associazione Luna Scarlatta con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, del Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura e Spettacolo) e della Fondazione di Sardegna.

Tutti gli appuntamenti e gli incontri sono gratuiti e con ingresso libero, e si terranno al Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Ghetto.

Va anche detto che è ancora in corso campagna di crowdfunding per sostenere il festival, che quest’anno ha subito un importante taglio ai finanziamenti pubblici.

Pazza Idea rinnova quest’anno la collaborazione con l’Università degli Studi di Cagliari: gli studenti che frequentano il Laboratorio di Social Media Management del corso di laurea magistrale di Scienze della produzione multimediale dell’Università di Cagliari saranno affiancati nel lavoro della comunicazione social e costituiranno un vero e proprio “social media team” dedicato al festival. Anche quest’anno il CTM SpA, l’azienda della mobilità cittadina, è partner della manifestazione. Oltre alle linee dedicate per raggiungere il Centro d’arte e Cultura Il Ghetto e sostenere così una mobilità sempre più ecologica e sostenibile, sarà protagonista di un contest fotografico su Instagram che unisce la città di Cagliari, la bellezza e la rivoluzione: gli utenti potranno condividere le loro foto su questi argomenti e le cinque migliori foto verranno premiate con gli abbonamenti omaggio del CTM.

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