Fidel Castro è morto a 90 anni. Considerato un eroe dalla sinistra nel mondo e un dittatore sanguinario da molti altri, nel bene e nel male il "Comandante" ha influenzato la letteratura cubana degli ultimi decenni: c'è chi ha scelto di restate in patria, e chi ha deciso di partire per evitare la censura...

Più volte negli ultimi anni la sua morte è stata data per certa e poi smentita. Stavolta non si tratta di voci prive di fondamento: Fidel Castro è morto davvero. L’ex presidente cubano, leader della rivoluzione comunista, aveva 90 anni. Ad annunciare la sua morte è stato il fratello Raul, in diretta tv. Raul ha ineluttabilmente concluso il suo breve discorso al “popolo cubano” con “hasta la victoria siempre”.

Il “Comandante” Fidel è stato considerato un eroe dalla sinistra nel mondo e un dittatore sanguinario da molti altri. E’ stato un personaggio che ha diviso, in cui non mancano i lati oscuri, ma che ha svolto un ruolo significativo nella storia e nell’immaginario del ‘900.

Non è questa la sede per ricordare la sua “rivoluzione”, la storia di Cuba e, ovviamente, anche il motivo perché in tanti lo considerano un dittatore senza scrupoli (si parla di dissidenti cubani e opponenti politici che sono stati imprigionati senza processo con l’accusa di essere “contro-rivoluzionari”, “fascisti” o agenti della CIA, ad esempio). Possiamo invece sottolineare la sua influenza su molti scrittori e molta letteratura, anche contemporanea. Nel bene e nel male. Sì perché Fidel che, tra l’altro, ha scritto numerosi libri, ha sicuramente avuto un impatto notevole sulla letteratura cubana: dopo la “rivoluzione” molti scrittori sono stati costretti a pubblicare lontano da Cuba per non essere censurati o perseguitati. Altri sono rimasti in patria. Si può parlare dunque di due letterature, quella di chi è rimasto in patria e quella di chi è fuggito.

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Quanto ai suoi legami con i grandi della letteratura, basti ricordo l’amicizia di Castro con Gabriel García Márquez. E si può anche citare un caso che riguarda l’Italia: nel 1964 l’editore italiano Giangiacomo Feltrinelli si recò a Cuba e incontrò Fidel, di cui divenne amico.

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