"Le biblioteche operano con difficoltà crescenti per fornire servizi fondamentali". I bibliotecari italiani si rivolgono al ministro Franceschini dopo il decreto del Consiglio dei Ministri che stabilisce che i musei e i luoghi archeologici sono "servizi essenziali" - I dettagli

Dopo il decreto legge di venerdì scorso, che equipara i musei e i luoghi archeologici a servizi pubblici essenziali, l’Associazione dei Bibliotecari Italiani richiama l’attenzione del ministro dei Beni e le Attività Culturali Dario Franceschini anche verso il mondo delle biblioteche, “una presenza capillare nel nostro paese, il presidio culturale più diffuso, un punto di riferimento per lo studio, la ricerca, l’integrazione tra culture e per il confronto delle idee, luoghi di aggregazione”.

L’associazione chiede inoltre di cercare insieme una soluzione alla crisi delle biblioteche, “modificando la norma che prevede che le spese per la cultura non siano obbligatorie per i Comuni, permettendo le assunzioni per gli Enti virtuosi, e riprendendo ad assumere personale scientifico, adeguato professionalmente”.

“Signor Ministro, se ne può parlare?”, chiede Enrica Manenti, presidente dell’AIB. E ancora: “Le biblioteche non sono semplicemente depositi di materiali più o meno preziosi ma operano, con difficoltà crescenti, per fornire servizi fondamentali a studenti, professionisti, pensionati, cittadini di ogni età e condizione.”

 

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