"Chi pensa che scrivere un romanzo per ragazzi sia un passaggio indolore, forse sta facendo un grosso errore". Francesco Carofiglio, scrittore, architetto e regista, racconta su ilLibraio.it il suo nuovo libro, "Jonas e il mondo nero"

Chi pensa che scrivere un romanzo per ragazzi sia un passaggio indolore, forse sta facendo un grosso errore. Io ho iniziato a scrivere Jonas e il Mondo Nero – è appena uscito per i tipi del Battello a Vapore – diversi anni fa, mentre lavoravo ad altro, e mi sono fermato tante volte, pensando che dentro la storia non ci fosse mai il suono giusto. L’anno scorso è successo qualcosa, un’accelerazione improvvisa. Ho buttato via tutto e ho ricominciato a scrivere da zero, senza riuscire più a fermarmi. Improvvisamente quel suono era arrivato e io c’ero dentro fino al collo.

È stata un’avventura appassionante, narrativamente piena di pericoli e di trappole, così come piena di trappole e pericoli è l’avventura di Jonas. Alla fine, più che in altre occasioni, mi sono accorto di quanto sia stato importante, direi fondamentale, correre accanto al protagonista del racconto, riconoscerne i tratti, la voce, i silenzi. Tutte le fragilità, e tutto il potere nascosto.

Io sono un lettore onnivoro, non faccio distinzione tra generi o stili, mi piace avvicinarmi a tutto e allontanarmene, se è il caso. E a proposito di storie per ragazzi, così come usualmente vengono classificate, mi faccio sempre delle domande su cosa questo significhi, se abbia un senso una suddivisione di genere. Per spiegarmi meglio faccio due esempi, uno è un romanzo famoso divenuto un altrettanto famoso cartone animato (lasciate che lo chiami così, come se fossimo negli anni settanta), l’altro una popolare serie televisiva. E non sono due esempi fatti a caso, evidentemente.

Coraline è stato scritto da Neil Gaiman, e pubblicato nel 2002. Classificato come horror fantasy per ragazzi diventa qualche anno più tardi un film d’animazione di grande successo. È la storia di una ragazzina di undici anni che si trasferisce insieme con i suoi genitori in una casa nuova. I genitori di Coraline sono simpatici, ma troppo indaffarati, e la ragazzina passa molto tempo da sola. Si annoia. Fino a quando non scopre nel salotto di casa una porta che dovrebbe essere murata e che invece dà accesso a un altro appartamento adiacente. E lì comincia l’incubo.

Stranger Things è una serie televisiva statunitense ideata da Matt e Ross Duffer per Netflix. La prima stagione è andata in onda nel 2016, la seconda nel 2017 ed è in arrivo la terza. La vicenda si ispira più o meno dichiaratamente alle opere di Stephen King. Ambientata negli anni ottanta, è la storia di quattro ragazzini – il riferimento a Stand by me e a IT è evidente – che si ritrovano, loro malgrado, ad affrontare una terrificante avventura in un mondo parallelo. Uno di loro è stato rapito, risucchiato in un altrove cupo e doloroso, gli altri provano a salvarlo, grazie anche all’aiuto di una ragazzina con dei poteri speciali.

Queste due storie, la prima così cattiva da far concorrenza a Pinocchio, la seconda piena di colpi di scena e ribaltamenti di piani, affrontano una tematica simile provando a rispondere a una domanda: cosa si nasconde dietro il mondo che conosciamo? Credo sia questo il motivo del grande successo di queste avventure. È  lo stesso motivo per cui Harry Potter è diventato il romanzo più letto al mondo. Tutti vorremmo sapere cosa c’è oltre il mondo che conosciamo, viviamo, frequentiamo ogni giorno.

Io me lo sono sempre chiesto, sin da ragazzino, quando disegnavo ore e ore ogni giorno (lo faccio ancora) inventandomi un altromondo ai miei occhi pieno di pericoli e di fascino irresistibile.

Ed è per questo che probabilmente ho scritto Jonas. Il protagonista è un ragazzo di 12 anni che vede cose e persone che altri non vedono, questo lo rende strano agli occhi degli altri, anche dei suoi genitori. Tutti pensano che  le sue bizzarre visioni, prima o poi, cesseranno, così come succede ai bambini quando si inventano un amico immaginario e crescendo lo abbandonano. Ma Jonas non è più un bambino, e quelli che vede non sono suoi amici. Quindi qualcosa di inaspettato e terribile sta per accadere e quel ragazzino si ritroverà a dover fare delle scelte difficili, per provare a salvarsi. E per provare a salvare tutti gli altri.

Forse è questo il filo rosso che unisce queste storie: la necessità, che prima o poi si impone, di dover scegliere. E la responsabilità che ne deriva, che ti fa attraversare la soglia che divide l’inconsapevolezza da una consapevolezza nuova. A grandi poteri corrispondono grandi responsabilità. Lo dice Ben Parker, lo zio di Peter (Spiderman) al ragazzo, mentre qualcosa sta per succedere. A proposito di storie per ragazzi.

Accade anche a Jonas. Accade a tutti, alla fine.

Jonas e il mondo nero di Francesco Carofiglio

L’AUTORE – Francesco Carofiglio, scrittore, architetto e regista, è nato a Bari. Oltre a L’estate del cane neroRitorno nella valle degli angeli Radiopirata (tutti usciti per Marsilio), ha pubblicato per BUR il romanzo With or without you e per Rizzoli, in coppia con il fratello Gianrico, nel 2007 il graphic novel Cacciatori nelle tenebre (Premio internazionale Nino Martoglio) e nel 2014 La casa nel bosco. Per Piemme ha scritto Wok (2013), Voglio vivere una volta sola (2014), Una specie di felicità (Premio Maratea 2016) e Il Maestro (2017).

Commenti