Nel libro "La verità del Freddo", Maurizio Abbattino, il Freddo di Romanzo Criminale, capo e fondatore della banda della Magliana, racconta la genesi del gruppo, le prime azioni, la conquista della città, gli arresti, le protezioni in carcere e fuori, l’inchiesta avviatasi oltre vent’anni fa a partire dalle sue confessioni...

Cosa resta della banda della Magliana? “Sopravvive attraverso persone che della Banda non hanno fatto parte ma che con noi sono entrate in contatto, e che solo per questo si sono fatte un nome. Per molti la Banda della Magliana è stata un’ottima garanzia”.

Maurizio Abbattino, conosciuto come il Freddo di Romanzo Criminale, capo e fondatore, con Franco Giuseppucci, della banda della Magliana, parla di quello che ha visto e vissuto in prima persona. Anni di delitti, di vendette, di potere incontrastato su Roma e non solo. Casi irrisolti, dal delitto Pecorelli all’omicidio di Aldo Moro, fino alla scomparsa di Emanuela Orlandi. Protagonista di una stagione di sangue che ha segnato la storia più nera del nostro paese, Abbatino è l’ultimo sopravvissuto di un’organizzazione criminale che per anni ha collaborato con servizi segreti, mafia e massoneria.

Nel libro La verità del Freddo (Chiarelettere, in uscita il 10 maggio) Maurizio Abbatino si racconta a Raffaella Fanelli, giornalista da tempo impegnata in una serie di indagini che mirano a fare luce sui capitoli più oscuri della storia italiana, che ha realizzato interviste, tra gli altri, a Salvatore Riina, Angelo Provenzano, Vincenzo Vinciguerra e Valerio Fioravanti.

Abbatino sta attualmente scontando una pena a trent’anni di reclusione e si trova ai domiciliari per motivi di salute. Nel gennaio del 2015 è stato estromesso dal programma di protezione e gli sono state cancellate una serie di garanzie e tutele ottenute dopo la decisione di collaborare con la giustizia.

Sulla storia del Freddo e degli altri componenti della banda della Magliana, Giancarlo De Cataldo ha scritto Romanzo Criminale, libro che ha ispirato l’omonima serie tv e il film diretto da Michele Placido.

 

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