Michael Cox - Tea - 664 pagine - ISBN:9788850215973

È disponibile ora anche in edizione tascabile uno dei più affascinanti thriller storici apparsi negli ultimi anni. Mi riferisco al romanzo d’esordio di Michael Cox, Il significato della notte, raffinatissimo omaggio all’amata letteratura vittoriana. Esistono diversi motivi di interesse attorno a questo libro, che è diventato un caso letterario prima ancora di essere pubblicato; tuttavia, sottolineare questi aspetti accessori – la lotta tra case editrici per accaparrarsene i diritti o la drammatica vicenda personale dell’autore, affetto da parziale cecità – rischierebbe di distogliere l’attenzione dalla bontà intrinseca dell’opera, frutto di una gestazione di svariati anni. I pregi del Significato della notte sono molteplici, a cominciare dall’impeccabile costruzione della trama. I tasselli narrativi s’incastrano perfettamente nelle oltre seicento pagine di questo romanzone alla Dickens, sospeso tra modernità e atmosfere vittoriane: alla puntigliosa analisi dei personaggi – tipica del thriller a sfondo psicologico – si contrappongono echi dickensiani, ravvisabili soprattutto negli abusi patiti dal formidabile protagonista, Edward Glyver, privato di tutto, persino del nome. Il tema principale è presto detto: la vendetta. Non esiste altro obiettivo nella vita di Edward se non l’annientamento del suo nemico giurato, il famoso poeta Phoebus Daunt, unico artefice delle tribolazioni del protagonista/voce narrante. Una delle intuizioni più felici dell’autore è stata quella di raccontare la storia dalla prospettiva allucinata di Edward, personaggio enigmatico, coltissimo, accanito bibliofilo, mentalmente disturbato e ossessionato da un’inestinguibile sete di rivalsa. Nel corso della narrazione Michael Cox ci presenta tutte le sue maschere, i tic, le frequenti oscillazioni di un animo in perenne conflitto. Per quanto sia arduo solidarizzare con le pulsioni criminali di Edward, è comunque impossibile non provare compassione per le ingiustizie di cui è vittima. L’ambiguità di fondo del suo resoconto, la personalità multipla che si manifesta nell’alternanza tra follia e freddo calcolo, rabbia primitiva e razionalità strategica, sono forse la chiave del successo del romanzo, unitamente al robusto intreccio (il fantasma di Wilkie Collins, più ancora di Dickens, aleggia tra le pagine); un intreccio caratterizzato da un flashback-fiume che ci aiuta a comprendere le motivazioni e l’odio nutrito da Edward. Un ottimo thriller sullo sfondo dell’Inghilterra ottocentesca, ma soprattutto un magnifico romanzo al di là dei generi e delle etichette. Cultura e tanto divertimento.

29 luglio 2008

Cox

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