Torna in libreria "Composita solvantur", l'ultima raccolta del poeta, critico letterario e saggista

“Se la poesia si ingenera dall’attrito tra struttura metrica e struttura sintattica, cioè tra organizzazione logica del discorso e sorpresa musicale della lingua, poche altre testimonianze poetiche del secondo Novecento producono un attrito, e dunque un impatto”, paragonabile a Composita solvantur, ultima raccolta (pubblicata per la prima volta nel 1994) di Franco Fortini, che mai come in queste pagine (riproposte da Il Saggiatore, con un testo d’accompagnamento di Pier Vincenzo Mengaldo), “intessute di motivi personali eppure sottratte a ogni immediato autobiografismo, indaga e mette alla prova la frizione fra privato e pubblico, antichità e modernità, uomo e natura, vita e morte”.

Come si legge nella presentazione del volume, “già esplicito nell’esortazione del titolo, il tema della dissoluzione, della decomposizione, della riduzione ai minimi termini, alle particelle elementari, innerva tutta la raccolta: chiaro tanto nell’assalto alle tradizionali forme poetiche, quanto in un’esausta ammissione della fine, rappresenta la nigredo di un processo – alchemico per suggerimento dello stesso Fortini, e dunque trasformativo – che mira a rintracciare negli elementi minuti di ogni esistenza, umana, animale, naturale, quel carattere universale e quel significato allegorico che da un lato la ricongiungono alla storia, e dall’altro la dilatano fino a che il passato e il futuro scompaiono, ridotti all’attimo essenziale in cui si realizza il gesto poetico.

Fortini

Scritti dal 1984 al 1993, i componimenti raccolti in Composita solvantur, colpiscono per la varietà delle “soluzioni adottate – dalle terzine dantesche a una versificazione libera nella quale è demandato all’enjambement di spezzare inesorabilmente, quasi fatalmente, ogni unità tra verso e frase – o per la ricchezza delle suggestioni simboliche“.

Fortini (Firenze 1917 – Milano 1994), figura controversa del panorama intellettuale italiano, ha insegnato all’Università degli Studi di Siena ed è stato poeta, critico letterario e saggista.

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