Era già successo la notte dello scorso 25 aprile, quando un incendio aveva danneggiato La Pecora Elettrica, caffetteria-libreria che sorge nel quartiere di Centocelle, a Roma

Era già successo la notte dello scorso 25 aprile, quando un incendio aveva danneggiato La Pecora Elettrica, caffetteria-libreria che sorge nel quartiere di Centocelle, a Roma. Alla vigilia della riapertura, che si sarebbe dovuta tenere domani, 7 novembre, lo spazio ha subito un nuovo incendio, da parte di ignoti. E anche questa volta stanno arrivando tante dimostrazioni di solidarietà, non solo dai lettori e dagli abitanti del quartiere, ma anche da scrittori e intellettuali.
Ancora non si conosce l’entità del danno (l’immagine della vetrina è tratta dalla pagina Facebook dello scrittore Christian Raimo, ndr) subito dalla libreria, che ha sempre espresso le sue posizioni antifasciste. Non si esclude la pista dolosa.
Presentando la riapertura, lo staff della Pecora Elettrica aveva scritto: “Sarà l’inizio di un nuovo viaggio, accompagnati da amici fidati e da una comunità che travalica i confini del quartiere e della città. Sarà una festa, un’occasione per rivederci tutti insieme, per conoscerci e riconoscerci, ricominciare a costruire progetti e condividere sogni. L’incendio del 25 aprile scorso è una ferita che non si cancella, un atto criminale a cui non sappiamo ancora dare una spiegazione, a maggior ragione dopo l’attentato incendiario subito da Cento55 Pinsa Romana proprio di fronte a La Pecora Elettrica. Ci avete dato il sostegno economico e emotivo per rimetterci in piedi. Sul nostro sito, troverete qualche info in più a riguardo. Ce la metteremo tutta per dimostrarvi la nostra gratitudine con la qualità dei libri, delle iniziative e dei prodotti che proporremo. La Pecora Elettrica sarà il luogo accogliente di confronto e condivisione che avete imparato a conoscere e contribuito a costruire insieme a noi”.
“Distruggere i luoghi delle idee e della promozione della cultura, quali sono le librerie, è un atto vile e pericoloso per la democrazia, che non deve avere cittadinanza nel nostro Paese”. Così il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi ha commentato la notizia dell’incendio.

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