Dal 7 luglio all'1 settembre l'11esima edizione di "Zelbio Cult - incontri d'autore su quell'altro ramo del lago di Como", festival ideato e diretto da Armando Besio

Zelbio, un piccolo paese a 800 metri d’altezza sul ramo comasco del Lario, ospita da ormai 11 anni il festival “Zelbio Cult – Incontri d’autore su quell’altro ramo del lago di Como”. La rassegna è organizzata da un gruppo di amici, in collaborazione con la Pro Loco e la Biblioteca comunale. Motore e ideatore del programma è il giornalista Armando Besio, responsabile delle pagine culturali milanesi di Repubblica: innamorato di Zelbio, paese natale della famiglia materna, fin da bambino, ha deciso con un gruppo di amici di farlo diventare il palcoscenico di incontri colti e divertenti, invitando protagonisti del mondo culturale, mischiando i generi e giocando con le contaminazioni.

Sabato 7 luglio il festival inaugura con una serata – omaggio a Giorgio Gaber: Gian Piero Alloisio, suo stretto collaboratore e amico, a quindici anni dalla scomparsa dell’artista, porta sul palco uno spettacolo di Teatro Canzone: “Il mio amico Giorgio Gaber. Tributo affettuoso a un uomo non superficiale”, che è anche un libro (Utet). Una serata in cui aneddoti divertenti e commoventi raccontano, soprattutto, Gaber come persona. Sul palco, Gian Piero Alloisio è accompagnato da Gianni Martini, storico chitarrista di Gaber.

Sabato 14 luglio si parla di editoria, di libri e di intrecci familiari con Luca Formenton: l’incontro è intitolato “Libri in casa. Due o tre cose dei Mondadori, la mia famiglia”. Dal 1993 Formenton è editore de Il Saggiatore, marchio indipendente fondato nel 1958 da Alberto Mondadori, suo zio.

Sempre di storie di famiglia, ma nel mondo del design, si parla venerdì 20 luglio con Chiara Alessi, pronipote degli industriali Alessi e Bialetti, saggista ed esperta di design, curatrice dell’XI edizione del Triennale Design Museum. L’incontro è intitolato “Le caffettiere dei miei bisnonni”, come il libro da poco pubblicato (Utet), dove spiega perché è finita l’epoca delle icone nel design italiano.

Si prosegue sabato 28 luglio con un tuffo nell’antico ma sempre attuale latino: Nicola Gardini, studioso milanese professore a Oxford ci spiega “Le 10 parole latine che raccontano il nostro mondo”, titolo del suo ultimo saggio (Garzanti). In questo personalissimo vocabolario ideale, spaziando tra la storia e la filosofia, tra grandi classici e scrittori moderni, Gardini sceglie dieci parole che a suo dire hanno formato e continuano a formare il nostro tempo e la nostra civiltà, e attraverso le quali è possibile leggere in controluce un frammento della storia di tutti noi.

Prosegue anche quest’anno la collaborazione con il Festival di Bellagio e del Lago di Como e torna l’appuntamento con la musica classica. Domenica 29 luglio nella chiesa parrocchiale di San Paolo l’Orchestra milanese “I pomeriggi musicali” esegue Holberg Suite di Edvard Grieg; Antiche arie e danze di Ottorino Respighi e la suite numero 3 e Serenata per Archi op. 48. di Tchaikovskij.

Sabato 4 agosto, va in scena un piccolo miracolo fatto di malattia, vita, dolore e sorriso: Anna Savini, giornalista de La Provincia di Como, colpita dal tumore al seno l’anno scorso, ha scritto un memoir in cui parla della sua malattia con coraggio e ironia. Con “Buone ragioni per restare in vita” (Mondadori) ripercorre i giorni tristi della malattia, e racconta “come salvarsi dal tumore e vivere felici”: di come sia possibile sopravvivere ad analisi, diagnosi e chemio, ripromettendosi di spendere un capitale in scarpe e fantasticando su se stessa mentre sfila su un improbabile red carpet. La stessa “densità” si ritrova anche in Silvia Amodio, fotografa, che presenta i suoi poetici ritratti di donne operate al seno. I cinquanta scatti che vengono presentati durante la serata fanno parte del progetto “Io ero, sono, sarò”, attualmente in mostra al Castello Sforzesco di Milano (fino al 19 giugno – catalogo edito da Terre di mezzo) con la finalità di attirare l’attenzione sulla prevenzione del tumore al seno.

Giovedì 9 agosto spazio per il racconto e per la musica in una serata sul filo della memoria e della nostalgia con aneddoti, ricordi e qualche bella canzone: “C’era una volta il contrabbando sul lago” è il racconto di Davide Van De Sfroos e Cecco Bellosi. I due cantastorie del lago di Como hanno pescato a piene mani non solo tra i cavedani, ma anche nelle narrazioni degli irregolari, così piene di ribellione e avventura.

Sabato 11 agosto viaggio nei luoghi che hanno cambiato la nostra storia, seguendo le parole di Pino Corrias, scrittore, giornalista e sceneggiatore. Partendo dai luoghi della cronaca che sono rimasti scolpiti nella nostra memoria collettiva, Corrias ci racconta la “Nostra incantevole Italia” (Chiarelettere) dal Teatro Ariston di Sanremo al Vajont, da piazza Fontana a via Fani, dalla villa di Arcore a quella di Gelli, da Pontida con Umberto Bossi a Ostia con l’ultima tragica notte di Pasolini.

Per la prima volta, Zelbio Cult ospita una serata dedicata alla poesia: sabato 18 agosto Roberto Mussapi legge e commenta le più belle poesie d’amore di Giacomo Leopardi. “Amor là nel profondo” (Salani) è la sua recente antologia. In pochissimi poeti della nostra storia letteraria – spiega Mussapi – il cuore dell’uomo, la fame d’amore, la percezione del dolore coincidono in modo cosi potente e simultaneo come in Leopardi.

Torna poi la serata dedicata al tema “arte”. Sabato 25 agosto è la volta di Stefano Zuffi, che a partire dalla mostra attualmente in corso a Palazzo Reale, intitolata “Dürer e il Rinascimento tra Germania e Italia”, terrà una conferenza dal titolo “Il fascino irresistibile di Dürer. Vita, opere, passioni di un genio del Rinascimento europeo”.

La serata conclusiva del festival è sabato 1 settembre con una appassionante storia che unisce amore, libri, passione e storia vera: Anna Folli ci racconta quella lunga, interrotta e eppure forse mai davvero finita tra Alberto Moravia e Elsa Morante.

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