Alla scoperta di alcuni profili Instagram che accostando, combinando o semplicemente evidenziando dettagli in comune tra immagini diverse, dimostrano come, talvolta, anche figure in apparenza lontanissime nascondono velate analogie e si arricchiscono di nuove interpretazioni, proprio grazie a questi incontri inaspettati...

Instagram, il social network che in questi ultimi anni ha visto più di tutti crescere la propria popolarità (soprattutto tra gli utenti più giovani, che ormai lo preferiscono a Facebook), è oggi uno dei canali più immediati in cui è possibile dare sfogo alla propria creatività, limitata da una sola regola: poche parole, tutto il messaggio affidato alle immagini.

Ecco quindi alcuni profili che accostando, combinando o semplicemente evidenziando dettagli in comune tra immagini diverse, dimostrano come, talvolta, anche figure in apparenza lontanissime nascondono velate analogie e si arricchiscono di nuove interpretazioni proprio grazie a questi incontri inaspettati.

@conformi_

Frutto della creatività dell’artista Davide Trabucco, l’account Instagram Confórmi è nato circa due anni fa, come estensione social di un progetto di ricerca sul quale l’artista era al lavoro già da tempo. L’idea, in sé, è semplicissima: creare una singola immagine – sempre dal rigoroso formato quadrato – grazie al contatto di due immagini distinte, che però condividono strutture formali simili, combacianti nel loro punto di incontro. Dotato di grande curiosità visiva, Davide attinge immagini dalle origini più disparate – mondo dell’arte e del design, ma anche pubblicità o universo pop – e grazie alle sue intuizioni lancia inediti spunti interpretativi sulle opere di partenza.

@fontanesi

Siamo di fronte al profilo di un enigmatico osservatore della realtà e dei suoi protagonisti. Si potrebbe pensare, quindi, a un account di street photography. Certo, ma altamente surreale. fontanesi, infatti, rielabora le scene che osserva prima suddividendo l’inquadratura in più sezioni, e poi divertendosi a stravolgerne orientamento o dimensioni dei particolari (che possono provenire dalla stessa scena, oppure da immagini diverse). Il risultato è una visione alterata e visionaria di ciò che prima esisteva: nel nuovo mondo, i passanti hanno piedi giganti, teste fluttuanti, cappelli improbabili.

@sushisyrup

sushisyrup

L’originalità di questo account non si trova tanto nelle singole immagini, per la maggior parte fotografie prese dal web, quanto nella visione del feed (la sequenza di tutti i post del profilo) nel suo insieme. È solo in questo modo che si può leggere, infatti, l’avanzamento di un vero e proprio racconto visivo, composto da immagini che, di volta in volta, riprendono un elemento dell’immagine precedente (può essere una forma, una funzione o anche solo un dettaglio), variandolo però leggermente. In questo modo, ogni tassello porta con sé uno “scarto” visivo rispetto al precedente, come un’eco che muta la propria tonalità a ogni impatto sulle rocce.

@cmbynmonet

cmbynmonet

Ecco una buona notizia per chi ha amato le atmosfere sognanti del film Call me by your name (premiato per la Miglior sceneggiatura non originale agli ultimi Premi Oscar) e non resiste alla poesia dei quadri impressionisti: esiste un account su Instagram che ricolloca le scene del film di Luca Guadagnino nei meravigliosi paesaggi dipinti da Monet. L’intuizione, ha spiegato la giovane creatrice Mika Labrague, è nata dal fatto che la figura di Monet ritorna più volte nel corso del romanzo di André Aciman (da cui è stato tratto il film, il quale, invece, elimina i riferimenti), suggerendo così la coerente sovrapposizione tra l’armonia dei dipinti e la storia di Elio e Oliver.

@eugenia_loli

@eugenia_loli

Nata in Grecia ma residente in California, l’artista Eugenia Loli ama reinterpretare figure e immagini recuperate da riviste vintage, assemblando collage surreali che sembrano riemergere direttamente dall’immaginario della science fiction anni ‘60. La tecnica alla base di queste opere, popolarissime sul web (ma che trovano spazio anche in molti magazine e perfino su copertine di libri), è a sua volta un “montaggio” tra le vecchie riviste cartacee che Eugenia abilmente recupera e la manipolazione digitale che viene poi applicata. Nascono così personaggi bizzarri, che popolano un mondo ironico e sognante al cui fascino visionario sarà per tutti difficile resistere.

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