"Siamo alla disperata ricerca di ricompense, di piacere, di valvole di sfogo che troviamo oggi in molte cose che a lungo andare però ci danneggiano...", ma i libri possono farci stare meglio. Ecco come, secondo Filippo Ongaro (primo medico antietà italiano) in libreria con "Fino a cent'anni"

Ormai si sa. Per invecchiare bene occorre mangiare alimenti sani, fare attività fisica e imparare a gestire lo stress che ci circonda tutti i giorni.

Ma sapere e mettere in pratica non sono sinonimi e così i dati più recenti confermano che siamo un popolo che mangia sempre meno verdura, che non si muove per nulla e che vive in condizioni di perenne stress. In sostanza sebbene si parli sempre più di salute le persone fanno molta fatica a cambiare abitudini, a impostare la propria esistenza su criteri diversi, spesso percepiti come sacrifici e ulteriori fonti di stress. E in tutto questo discorso, infatti, sono proprio le percezioni e il cervello, unici artefici delle nostre scelte e quindi del nostro destino, a venire spesso trascurati. 

Il cervello, o meglio noi come persone, siamo alla disperata ricerca di ricompense, di piacere, di valvole di sfogo che troviamo oggi in molte cose che a lungo andare però ci danneggiano: il cibo spazzatura, le ore passata davanti alla televisione, i videogiochi, il fumo, l’abuso di alcol sono tutti tentativi di trovare piacere per coprire qualcosa che ci manca e che vorremmo avere. Nel mondo antico, a cui ancora apparteniamo a pieno titolo sul piano biologico e genetico, ogni forma di ricompensa a breve termine corrispondeva a una maggior chance di sopravvivenza nel tempo. Oggi è quasi sempre il contrario: tutto ciò che ci piace nell’immediato diventa nel lungo periodo una micidiale trappola per la nostra salute.

Come uscire da questa situazione? Forse rimpiazzando alcune ricompense dannose, frettolosamente consumate con un po’ di bellezza, una fonte di appagamento assolutamente innocua per la salute, anzi, positiva sia a breve che a lungo termine. La bellezza di un quadro, di una musica, di un corpo o, perché no, di un libro.

Magari non l’ennesimo libro che si limiti ad insegnarci come mangiare, ma un libro capace di farci emozionare anche se parla di salute, di indurre delle riflessioni sulla vita e sulla morte, di stimolarci al cambiamento e motivarci a prenderci più cura di noi stessi. Potrebbe essere un libro su una storia d’amore, non con un potenziale partner, ma con se stessi e forse con la vita. Nulla a che fare con il narcisismo ma piuttosto con l’amor proprio, elemento essenziale per vivere a lungo ma soprattutto bene.

Molti studi dimostrano che stimolare il cervello rallenta il processo di invecchiamento e previene Alzheimer e altre forme di demenza.  La lettura è un perfetto esempio di stimolazione dolce delle capacità mentali che può portare anche a una riduzione dello stress e dell’ansia oltre che distrarre e risollevare l’umore. Leggere equivale anche ad ampliare le proprie conoscenze e il proprio vocabolario e a stimolare la curiosità, altri fattori che potenziano le funzioni del cervello. Tenere a mente personaggi, storie e situazioni esercita la memoria e questo a sua volta rafforza le sinapsi, le unità funzionali del cervello. Leggere è anche una delle rare forme di impegno mentale capace di assorbirci totalmente e di allenare la concentrazioni sottraendoci dal costante multitasking quotidiano. Se poi impariamo a scegliere bene i libri da leggere potremmo anche scoprire un nuovo livello di pace interiore in grado di aiutarci a vivere la vita con più energia e serenità.

L’autore – Filippo Ongaro è il primo medico antietà italiano, ha lavorato con gli astronauti dell’Esa e ha scritto molti libri sulla salute. Ora è in libreria con Fino a cent’anni, Ponte alle grazie.

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