Dopo il rogo della biblioteca di Mosul, l'Isis bandisce tutti i libri "infedeli" e attacca la pubblica istruzione...

Dopo i roghi e i saccheggi nelle biblioteche di Mosul, i militari dell’Isis hanno ripreso la battaglia contro i libri “infedeli”: recentemente hanno infatti bandito proprio dalla città di Mosul tutti i libri non islamici, indagandone la presenza in locali pubblici e abitazioni private.

“I soldati dello Stato Islamico hanno condotto incursioni alla ricerca di libri non religiosi e pubblicazioni scientifiche nelle case a Mosul. Lo scopo di tale operazione consiste nell’evitare la diffusione di idee non compatibili col progetto dell’organizzazione”, ha dichiarato un funzionario kurdo a IraqiNews.com.

Isis Mosul Book burning
Fonte immagine: ibtimes.co.in Fonte rappresentazione: Isis media/Twitter

Dopo il sequestro, i testi sono stati raccolti e dati alle fiamme per rispettare il ferreo diktat dell’interpretazione estrema che i terroristi danno della Shari’a (la scienza giurisprudenziale islamica interpretata secondo la legge divina, ndr): l’opposizione a ogni tipo di pensiero scientifico.

I guerrieri sunniti hanno inoltre intrapreso un progetto di revisione del sistema scolastico, vietando l’insegnamento della matematica, della chimica, delle scienze e di tutte le altre discipline “infedeli” contenute nei curricula scolastici.

Solo la religione è stata tutelata come materia di studio, perché tutta la conoscenza appartiene al creatore e gli insegnamenti teologici sono gli unici adatti alla promozione del pensiero islamico (deviato).

 

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