I fan, in fondo, l’hanno sempre saputo: Hermione Granger avrebbe dovuto sposare Harry Potter, e non il suo amico Ron Weasley. Ad ammetterlo è stata l’autrice della saga, Joanne J. K. Rowling: “Ho scritto della relazione tra Hermione e Ron un po’ per esaudire un desiderio, come se fosse un auspicio di realizzazione”. Nessuna motivazione, […]

I fan, in fondo, l’hanno sempre saputo: Hermione Granger avrebbe dovuto sposare Harry Potter, e non il suo amico Ron Weasley. Ad ammetterlo è stata l’autrice della saga, Joanne J. K. Rowling: “Ho scritto della relazione tra Hermione e Ron un po’ per esaudire un desiderio, come se fosse un auspicio di realizzazione”. Nessuna motivazione, quindi, se non quella personale della scrittrice che ha dato vita al maghetto più famoso del mondo, le cui avventure sono state edite in Italia da Salani.

UNA DECISIONE PERSONALE La storia, ha ammesso la Rowling, “è rimasta così per ragioni che nulla hanno a che vedere con la letteratura e molto più sul rimanere fedele alla trama come l’ho immaginata la prima volta”. La scrittrice infatti ha sempre sostenuto di aver immaginato tutti i sette libri, i personaggi e i particolari, durante un viaggio da Manchester a Londra. Addirittura ha sottolineato come i continui bisticci tra i due sarebbero stati un problema, magari fino alla terapia di coppia, mentre il naturale epilogo letterario sarebbe stato quello di far avvicinare i due eroi. Anche Hermione, ovvero l’attrice Emma Watson che le ha prestato il volto al cinema, si è trovata d’accordo con la scrittrice: “Credo che anche i fan stessi lo sappiano, e che si chiedano se Ron avrebbe potuto davvero renderla felice”.

L’ULTIMO CAPITOLO DELLA SAGA NEL 2007 “Lo so, sono desolata – ha proseguito Rowling – Posso comprendere la rabbia che tutto questo può causare agli appassionati, ma io voglio essere assolutamente onesta”. Gli anni passati dalla pubblicazione dell’ultimo libro, Harry Potter e i doni della morte, il 21 luglio 2007, ha detto, “mi ha dato il tempo un po’ di distacco da questo soggetto. È una scelta che ho fatto per ragioni molto personali, non per motivi di credibilità”.

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