Sandro Micuzzi, ruvido e perbene, è il personaggio creato dal giallista Massimo Cassani. In libreria arriva la sua nuova indagine, "Soltanto il silenzio". E per l'occasione l'autore ci ha regalato un racconto...

Il commissario Sandro Micuzzi, nato dalla penna del giornalista-giallista Massimo Cassani (nella foto, di Samuele-Bottale), è alto circa un metro e settantacinque, e ha i capelli rossicci e arruffati; non è grasso, ma ha una pancetta coltivata a colpi di grassi insaturi, calici di rosso e grappa Nardini. Smemorato, distratto, vive da solo nella casa dell’ex ex moglie, Margherita, in via Eustachi a Milano, zona Città Studi. Pigro e brontolone, le inchieste le conduce, perché in fondo sa fare il suo mestiere. Non ha grandi passioni, a parte leggiucchiare distrattamente qualche vecchio Urania e fumare Toscanelli. Quando entra in rapporto con le donne, non capisce mai se si innamorano davvero di lui o se lo usano per scopi mai del tutto chiari. O le citi…

Nel nuovo libro della serie, “Soltanto il silenzio” (Tea), in ottobre cupo e carico di temporali Micuzzi, trasferito in un commissariato milanese di periferia, si trova coinvolto in una storia davvero molto ma molto più grande di lui. Un’indagine che prende l’avvio da oltreoceano e che vede coinvolti i servizi segreti italiani, quelli americani, la polizia, un avvocato di New York… e una miriade di piccoli e grandi personaggi più o meno loschi da cui il commissario dovrà ben guardarsi le spalle per uscirne vivo…

In occasione dell’uscita del suo nuovo libro, l’autore ci ha regalato questo racconto…

“Buongiorno, dica”.

“Devo denunciare la scomparsa di una persona”.

“Generalità?”.

“Dello scomparso?”

“E di chi? Di mio nonno?”.

“Alessandro Micuzzi, detto Sandro, nato a Milano, il 25 febbraio 1969”.

“Professione?

“Commissario di Pubblica sicurezza”.

“Ah! Un collega! E dove opera?”.

“Nei miei romanzi”.

“No, dico, giovanotto, vogliamo prenderci in giro?”.

“Grazie per il giovanotto. Sono serissimo”.

“Guardi che qua non abbiamo mica tempo da perdere, giovan…ahem…caro signore”.

“Grazie per il signore. Comunque neppure io ho tempo da perdere. Il 30 ottobre esce il nuovo libro e lui è il protagonista. Ma non si trova”.

“Mh. Lo conosce bene, questo Micuzzi?”.

“Eh, capirà! L’ho inventato io!”.

“Sì, ma lei chi è? Favorisca anche le sue generalità”.

“Massimo Cassani, nato a Cittiglio nel 1966, ma vivo a Milano”.

“E sarebbe uno scrittore”.

“Dice bene: sarei. Perché se non trovo il commissario Micuzzi entro il 30 ottobre il romanzo non può uscire”.

“Non ne farei un dramma”.

“Eh, già. Lo spiega lei all’editore?”.

“Che sarebbe?”.

“Tea”.

“Sembra un nome di donna”.

“Invece è un editore”.

“Prendo atto. Quando e dove l’ha visto l’ultima volta, il suo amico?”

“Lo scorso anno, verso marzo. Stava in un romanzo dal titolo Zona franca“.

“E poi?”

“Poi l’ho infilato in una nuova storia. Ma adesso se non lo troviamo…”.

“E addio romanzo”.

“Vedo che capisce”.

“E come si intitola?”.

Soltanto silenzio, ed è ambientato a Milano”.

Soltanto silenzio, eh? Allora il problema è risolto. Se stanno tutti zitti, nessuno si accorgerà che il suo Micuzzi non c’è. Caso risolto”.

“Le cose non stanno proprio così…guardi che io sono disperato, lei mi deve aiutare…”.

“E come faccio senza manco sapere che faccia ha ‘sto tizio?!”.

“Be’, facile. Entri nel libro”.

“Da dove si entra?”.

“Dalla prima pagina. Da qui, vede? Occhio però che è un giallo, succedono cose pericolose”.

“Per chi mi ha preso? Per Cappuccetto Rosso? Forza apra! Andiamo a dare un’occhiata!”.

“Prego si accomodi. Attento alla testa. Ah, e appena lo trova, il Micuzzi dico, mi avverta subito”.

“Non dubiti…Uh! Ma chi è che ha sparato?!”.

“Glielo avevo detto che era pericoloso…”.

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