In queste ora la Polonia è al centro di una polemica internazionale...

In queste ora la Polonia è al centro di una polemica internazionale. Fa infatti inevitabilmente discutere la volontà di Diritto e Giustizia, il partito nazionalista al potere in Polonia, di proporre una legge che vieta di usare la formula “campi della morte polacchi”, con tanto di pena fino a tre anni di carcere. Non solo: la proposta di legge, nel frattempo approvata dal Senato, proibisce anche di parlare di qualsiasi caso di complicità di singoli polacchi o di gruppi di polacchi con l’Olocausto. Una legge che si appresta a firmare il presidente Andrzej Duda e che fa seguito, come racconta il Corriere della Sera, alla diffusione di un sito che raccoglie i documenti per dimostrare che i campi di sterminio come Auschwitz sono stati costruiti e amministrati dai nazisti.

La proposta di legge preoccupa tutti, dagli Usa all’Europa, compreso l’ex primo ministro polacco Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo. E preoccupa Israele, che parla di “negazionismo”.

Va ricordato che nei lager nazisti in Polonia fu sterminato il 90% dei 3 milioni di ebrei che vivevano nel Paese, e che almeno 200 mila vennero consegnati agli sterminatori occupanti dagli abitanti delle città e dei villaggi. Allo stesso tempo, come ricorda sempre il Corriere, la resistenza e il governo in esilio cercarono di aiutare gli ebrei a nascondersi o fuggire, tanto che ben 6.706 polacchi sono stati riconosciuti come Giusti tra le nazioni.

Come chiarisce Repubblica, la legge “viene contestata non perché condanna l’uso erroneo della definizione dei campi della morte come Lager polacchi, in quanto la Polonia occupata era stata cancellata come Stato e ridotta a governatorato del Terzo Reich, e brutalmente oppressa, e contro i tedeschi i polacchi ebbero uno Stato clandestino, un legittimo governo in esilio a Londra e uno dei più forti eserciti partigiani d’Europa. Il punto inevitabilmente contestato da Israele e da tutti è appunto il divieto di ‘riscrivere la Storia’ ricordando quella che invece fu purtroppo una realtà storica”.

Nel mezzo delle polemiche, a pochi giorni dal Giorno della Memoria, torna alla mente, tra i tanti romanzi, saggi e testi biografici sulla Shoah, Volevo solo averti accanto di Ronald H. Balson, libro-bestseller pubblicato in Italia da Garzanti, la cui trama ci porta la sera della prima al teatro dell’Opera di Chicago, dove è presente anche Elliot Rosenzweig, il più importante mecenate della città. All’improvviso tra la folla appare un uomo anziano, tra le mani stringe una pistola, che punta alla testa di Rosenzweig. La voce trema per la rabbia, ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il Macellaio di Zamość, feroce criminale nazista. Ma nessuno sparo riecheggia tra i cristalli e gli specchi del sontuoso atrio. E Ben Solomon, un ebreo scampato ai campi di sterminio, viene arrestato. Nessuno crede alle sue accuse, nessuno vuole ascoltarlo. Tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa che decide di aiutarlo. E che, nel romanzo, inizia un viaggio che la porta a un freddo inverno nella Polonia degli anni Trenta, a un bambino tedesco che viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea dei Solomon… Un libro che racconta bene la tragedia e le contraddizioni di quegli anni terribili.

 

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