Incontro con Albert Espinosa autore di Se mi chiami mollo tutto… però chiamami

È un momento difficile nella vita di Dani, protagonista del nuovo romanzo di Albert Espinosa Se mi chiami mollo tutto… però chiamami. La sua compagna sta per lasciarlo, il loro rapporto sembra essere giunto a un punto morto, anche se lui sa di amarla ancora. Proprio mentre la donna sta facendo le valigie, Dani riceve la telefonata di un padre disperato, che gli chiede aiuto. Dani infatti si dedica a trovare bambini scomparsi, un mestiere strano, che ha origine nel suo passato e nella sua disperata voglia di fuggire. La ricerca di questo ragazzino lo porterà a Capri, un luogo magico nel quale riaffioreranno ricordi della sua difficile infanzia e delle due persone che hanno lasciato il segno nella sua vita, due incontri casuali ma fondamentali per lui. Un ritorno al passato che porterà Dani a riflettere sul suo presente, sulla sua difficile relazione e sulle cose che contano davvero. Infinitestorie.it ha incontrato lo scrittore spagnolo e lo ha intervistato.

D. Ancora una volta ha scelto un titolo curioso per il suo romanzo. Ci racconta che cosa lo ha ispirato?

R. Si tratta di una storia davvero affascinante. Questo titolo è un dono che ho ricevuto da una anziana panettiera di novant’anni e alla quale sarò grato per sempre. Mi ha infatti ricordato un celebre bolero spagnolo dicendomi che la sua vita sarebbe stata diversa se qualcuno avesse avuto il coraggio di aggiungere la seconda parte, “però chiamami”. Ho deciso di farlo io. Sono stato davvero fortunato perché questo libro ha avuto un grande successo. Al prezzo di due baguette ho avuto in cambio un titolo speciale per il mio romanzo.

D. Come nasce Se mi chiami mollo tutto… però chiamami?

R. Avevo in testa l’idea del romanzo da un po’ di tempo, da due anni desideravo scrivere un libro nel quale si parlasse del sentimento di perdita. Quando è arrivato il momento la storia è venuta di getto. Amo scrivere a mano e a matita su un quaderno scelto apposta. Ma soprattutto adoro scrivere vicino all’acqua. Dani ha trovato subito la sua voce e mi sono talmente affezionato a lui che mi è dispiaciuto separarmene quando ho finito il libro.

D. Un ruolo centrale, nel suo romanzo, hanno le “perle”, persone speciali che influenzano Dani, il protagonista, e forse anche l’autore. Ci parla di loro?

R. Ho conosciuto numerose “perle” nella mia vita, fin da bambino, persone che posso considerare come maestri che mi hanno aiutato a ritrovare me stesso in momenti difficili e ho voluto che anche Dani le incontrasse sul suo cammino. Si tratta di persone meravigliose che segnano con i loro consigli l’esistenza di ognuno di noi. Ho conosciuto veramente le perle descritte nel libro e alcune di loro mi hanno aiutato a prendermi cura del mio spirito, altre del mio corpo quando sono stato a lungo malato in ospedale durante la mia adolescenza. Ogni anno cerco dodici perle, una per ogni mese, figure che sappiano, anche soltanto con una frase, dare un significato speciale alla mia vita.

D. Ha dedicato questo romanzo a tutti quelli che hanno ancora voglia di essere diversi. Per quale ragione?

R. Ho semplicemente scelto di scrivere il libro che avrei voluto leggere, che fosse diverso da tutti quelli che conoscevo. Trattare il tema della diversità non rappresenta un problema per me. So di essere diverso a causa della malattia che ho avuto da piccolo, sono consapevole di esserlo, ma sono anche convinto che accettare la propria diversità possa essere un punto di forza per tutti.

D. Capri è una presenza speciale in Se mi chiami mollo tutto… però chiamami.

R. Capri significa molto per me, la ritengo un’isola magica che mi ha portato fortuna. L’ho amata fin dal primo momento. Alcuni anni fa ho partecipato con il mio film “Quarto piano” al festival di Giffoni che ritengo il più bello del mondo. È un festival in cui i ragazzi hanno un ruolo fondamentale: votano, scelgono, chiedono, il tutto in un paesino meraviglioso che ha una forza unica. È stato lì che una anziana signora mi ha detto che se soffiavo vicino alla Grotta Azzurra ed esprimevo un desiderio, quel soffio avrebbe fatto si che il mio desiderio si realizzasse su un’altra isola del mondo e mi è venuto naturale inserire questa storia nel mio libro.

D. Questo suo libro è stato a lungo nei primi posti delle classifiche spagnole e verrà tradotto in ventitré Paesi. È stato travolto dal successo?

R. Sono ancora sorpreso e incredulo. Non mi sono montato la testa. Ritengo il successo un enorme regalo perché mi dà la libertà di dedicarmi a ciò che amo maggiormente: la scrittura in tutte le sue forme, dalla narrativa al teatro fino al cinema. Ricevo ogni giorno ottomila email da tutto il mondo da parte dei lettori con i quali discuto gli argomenti del libro e ne sono felice. Sono convinto di dovermi godere questo momento così come è arrivato.

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