Se sei uno di quei lettori che non riescono a leggere in macchina, la notizia positiva è che, a quanto pare, potrebbe trattarsi di un problema risolvibile con un po' di "allenamento"...

Sei in macchina e ti aspetta un lungo viaggio prima di arrivare a destinazione. Perfetto, pensi, è il momento giusto per leggere senza distrazioni. Eppure, appena lasci scorrere gli occhi sulla prima riga, ti accorgi che c’è qualcosa che non va. Sei colto da un senso insopportabile di nausea, che ti impedisce di proseguire la lettura.

Se hai mai provato questa sensazione, purtroppo, sei uno di quei lettori che non riescono a leggere in macchina. La notizia positiva è che, a quanto pare, potrebbe essere un problema risolvibile. Come?

Leggendo quanto scritto su Bustle (tradotto in Italia da Libreriamo) secondo il neuroscienziato Dean Burnett, probabilmente questo senso di nausea ha a che fare con il modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni. Quando siamo in una macchina in movimento, tutti i segnali provenienti dai nostri muscoli ci dicono che non ci stiamo muovendo, ma il fluido nell’orecchio interno ci dice il contrario. Di conseguenza entriamo in confusione.

Di solito basterebbe guardare fuori dalla finestra per far capire al nostro cervello quello che sta succedendo ma, ovviamente, quando leggiamo i nostri occhi sono fissi sulla pagina, e questo non fa altro che confondere ancora di più la nostra percezione.

E allora?

Eccoci arrivati al punto. La teoria di Burnett è che questa particolare discrepanza di informazioni sensoriali assomiglia all’effetto di alcuni veleni. Il nostro cervello crede di essere avvelenato e quindi, per reazione, cerca di espellere il veleno attraverso il vomito. Si tratta in pratica di un meccanismo di difesa che attua il nostro organismo per assicurarsi di essere al sicuro.

Forse per qualcuno questa spiegazione non sarà di consolazione ma, se dovesse essere vera, risolvere il problema diventa una questione di “allenamento”. Bisogna semplicemente ricordare al cervello che siamo in movimento, magari alzando gli occhi di tanto in tanto per guardare la strada, oppure aprendo il finestrino e sentendo l’aria sul viso.

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