In questi anni in cui gli studenti sono sempre più abituati a essere stimolati dal mondo del web, anche i libri di testo devono rivedere stile, contenuti, modalità espressive. Esce una nuova antologia pensata per il triennio delle superiori, "Una grande esperienza di sé", in cui la sfida di avvicinare gli autori del passato al presente è stata pienamente accettata. L’antologia, presentata in un originale booktour e in uno spettacolo per l’Italia, unisce il bello della tradizione all’indispensabile vivacità dell’innovazione. ilLibraio.it ha intervistato le autrici, Alessandra Terrile, Paola Biglia e Cristina Terrile...

In questi anni in cui gli studenti sono sempre più abituati a essere stimolati dal mondo del web, tradendo spesso una concentrazione selettiva e intermittente, anche i libri di testo devono rivedere stile, contenuti, modalità espressive, strumenti a disposizione del discente. Esce quest’anno una nuova antologia pensata per il triennio delle superiori, Una grande esperienza di sé (Paravia-Pearson), in cui la sfida di avvicinare gli autori del passato al presente è stata pienamente accettata. L’antologia, presentata in un originale booktour e in uno spettacolo per l’Italia, unisce il bello della tradizione all’indispensabile vivacità dell’innovazione. Per parlarci dell’antologia, ilLibraio.it ha intervistato le autrici, Alessandra Terrile, Paola Biglia e Cristina Terrile.

 Paravia

Oggigiorno riuscire a conquistare e mantenere l’attenzione degli studenti con un’antologia in grado di parlare loro è complesso: come i sei tomi di “Una grande esperienza di sé” cercano di raggiungere i ragazzi del triennio delle superiori?
“La letteratura è abitudine alla profondità, al confronto con i testi antichi nonostante la loro distanza linguistica. Compito dell’insegnante e del libro di testo è accompagnare i ragazzi in questo percorso culturale complesso e aiutarli a orientarsi, ma anche suscitare il desiderio di conoscere. Per raggiungere questo scopo le strade che abbiamo individuato sono diverse, ma tutte accomunate dall’intenzione di tenere sempre aperto lo sguardo sul presente”.

Ce ne potete parlare?
“Nelle rubriche Oltre nel tempo proponiamo accostamenti tematici o formali tra autori della tradizione e alcuni significativi scrittori del Novecento e degli anni Duemila, per mostrare come anche i testi più lontani siano vivi e ci riguardino. Inoltre, perché gli studenti si rendano conto di quanto la letteratura ispiri ancora le intelligenze e le sensibilità dei contemporanei, abbiamo scelto opere realizzate da artisti di oggi per illustrare testi del passato: Milton Glaser e Lorenzo Mattotti per la Commedia di Dante, Emanuele Luzzati e Carlo Romiti per le novelle di Boccaccio, Mimmo Paladino per l’Orlando furioso di Ariosto, Renato Guttuso per I Malavoglia di Verga ecc. Nel manuale, dopo le analisi dei testi che più si prestano, proponiamo anche spunti di riflessione che invitano i ragazzi a collegare i contenuti con le loro esperienze e i loro pensieri. Alla base di questa idea c’è la convinzione che la letteratura abbia la forza di parlare al presente, di provocare discussioni e scambi di idee in classe, in particolare su aspetti che riguardano la società civile”.

Paola Biglia
Paola Biglia

Autori contemporanei dialogano con i classici, aiutando i giovani a comprendere testi del passato: De André, ad esempio, “spiega” Cecco Angiolieri, ma ci sono anche accostamenti arditi, come Catozzella vicino a Quasimodo. Quali criteri avete adottato nella scelta dei testi da avvicinare?  Potete farci qualche esempio?
“La canzone di Fabrizio De André è un esempio di come un artista contemporaneo abbia trovato ispirazione in un testo del passato e lo abbia rinnovato. Pur conservando infatti il testo di Cecco Angiolieri nella sua forma originaria, De André ha trasmesso con la sua musica a quelle parole antiche un nuovo respiro. In altri casi il contatto tra passato e presente è suggerito dalla situazione descritta: nella sua traduzione del poeta greco Simonide (Il lamento di Danae), Salvatore Quasimodo presenta infatti la scena di una madre in mezzo al mare in tempesta che culla il figlio addormentato («nella rossa vestina di lana»); la situazione, e in particolare il riferimento all’abitino rosso richiamano un’immagine che ha mosso le coscienze del nostro tempo, quella del piccolo siriano Aylan Kurdi su una spiaggia della Turchia, morto il 2 settembre 2015 nel naufragio di una imbarcazione di migranti. Su quell’evento lo scrittore Giuseppe Catozzella ha pubblicato due giorni dopo un articolo invitando a non dimenticare le tragedie dell’emigrazione che avvengono nel Mediterraneo. Ciò che unisce le due scene è la medesima situazione umana: in questo caso le parole di Catozzella consentono di leggere la poesia tradotta da Quasimodo scorgendovi una realtà di pena esistenziale che ci riguarda ancora”.

Una caratteristica che colpisce molto è la trasformazione delle biografie in piccoli racconti, spesso avvincenti. Volete spiegarci il motivo di questa scelta?
“La scelta di raccontare la vita degli autori con attenzione non soltanto agli aspetti intellettuali (studi, pubblicazioni, dichiarazioni di poetica ecc.) ma anche alle loro vicende più comunemente umane ha lo scopo di avvicinare i ragazzi a coloro che hanno scritto le grandi opere del passato. Il racconto della loro vita mira infatti a presentarli non come monumenti inavvicinabili ma come individui reali. Anche i ritratti che introducono le biografie nascono dall’intenzione di creare negli studenti interesse per l’umanità dell’autore”.

Quanto conta l’impostazione grafica di un manuale, per un ragazzo di oggi?
“Pensiamo conti molto. I ragazzi sono abituati al contatto con immagini di tutti i tipi; la nostra scelta è di porli di fronte a opere d’arte, di educarli all’esperienza della bellezza, in modo che il loro gusto si formi e diventi sempre più esigente e selettivo. Ci piacerebbe che questo libro fosse bello in primo luogo da sfogliare”.

Cristina Terrile
Cristina Terrile

Nell’antologia i testi poetici più complessi sono sempre accompagnati dalla parafrasi integrale: pensate che abbia ancora un senso ricostruirla in classe, passo a passo, con il supporto dell’insegnante, o che sia meglio concentrarsi sui contenuti?
“Un testo può essere commentato e interpretato soltanto se viene integralmente compreso, perciò occorre accompagnare gli studenti passo dopo passo nello scioglimento dei nodi più difficili. Si tratta di un percorso educativo, valido in tutti i campi del sapere e della vita: i ragazzi si abituano in tal modo a non esprimere considerazioni o commenti su qualcosa che non si siano impegnati preliminarmente a capire”.

Tra i sei tomi dell’antologia ne troviamo uno dedicato interamente a Leopardi: al di là della centralità dell’autore nei programmi ministeriali, pensate che sia ancora uno scrittore in grado di colpire i ragazzi?
“Pensiamo di sì: per la sua energia vitale e la passione intellettuale che lo muove Leopardi è un autore che può dire moltissimo ai ragazzi anche oggi. Il rigore del ragionamento e il rifiuto di alibi consolatori nella sua visione del mondo rappresentano una lezione di coraggio, mentre le immagini poetiche restano nella memoria per la loro bellezza”.

In questi anni si parla sempre di più di integrazione tra libro cartaceo e contributi digitali. Quali contributi digitali propone “Una grande esperienza di sé”?
“Le risorse digitali sono progettate in modo che l’insegnante possa selezionarle e comporle su misura per i suoi allievi. Tutti i volumi dell’opera comprendono un libro interattivo e «liquido» (che si adatta cioè alle dimensioni dello schermo di qualsiasi dispositivo elettronico), che contiene fra l’altro La biblioteca dei classici (un ulteriore repertorio di testi d’autore), brani di prosa e poesia recitati da attori teatrali, analisi del testo interattive, cronologie comparate, percorsi di ricerca nel web. Inoltre, attraverso l’applicazione Myapp, si può accedere ai contenuti digitali direttamente dal libro cartaceo, mediante un sistema di QR code collocati nella pagina. È sufficiente inquadrarli con lo smartphone per attivare audioletture dei testi, videolezioni, verifiche interattive”.

Alessandra Terrile
Alessandra Terrile

Per concludere, cosa rispondereste a uno studente che domanda, un po’ provocatoriamente: perché dovrei studiare la letteratura? A che cosa serve?
“Risponderemmo che la letteratura fa bene. Alla mente, al cuore, alla parola: fa riflettere, emoziona, insegna ad esprimersi”.

 

Per informazioni sul book tour e sullo spettacolo:

L’opera verrà presentata ai docenti italiani con un book tour , che toccherà, tra l’altro, Milano (12 aprile) con lo spettacolo “Una grande esperienza di sé – La letteratura di ieri e di oggi diventa vita in classe”, con le tre autrici. L’attrice Lucilla Giagnoni leggerà e interpreterà il Canto V dell’Inferno e L’Infinito di Giacomo Leopardi. Le autrici Alessandra Terrile e Paola Biglia presenteranno la nuova Letteratura, in incontri dedicati ai docenti, anche a Padova (13 aprile); Frosinone (20 aprile).

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