"Perché le storie ci aiutano a vivere" di Michele Cometa si avvale delle più recenti scoperte dell'archeologia cognitiva per indagare come l'uomo ha imparato narrare. Un saggio che ricostruisce il ruolo essenziale della narrazione nell'evoluzione umana

Perché le storie ci aiutano a vivere (Raffaello Cortina) di Michele Cometa, classe 1959, professore di Storia comparata delle culture e Cultura visuale all’Università degli Studi di Palermo, è un saggio che, avvalendosi delle più recenti scoperte dell’archeologia cognitiva, indaga come l’uomo abbia potuto imparare a narrare. Cometa ricostruisce l’importanza della narrazione, in tutte le sue forme, orali e scritte, lungo il percorso dell’evoluzione umana, e in particolare il ruolo essenziale che la narrazione ha avuto nello sviluppo della capacità di produrre utensili, così decisiva nella storia dell’evoluzione della specie umana.

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Non sappiamo perché e come l’Homo sapiens abbia sviluppato la capacità di costruire storie. Possiamo però ipotizzare come possono essere andate le cose. Cioè come un ominide possa avere sviluppato la facoltà di narrare storie e come queste possano averlo avvantaggiato tra tutte le specie, fino al unto di farne l’indiscusso signore del pianeta. Questo è il percorso che Michele Cometa prova a ricostruire, ripercorrendo l’evoluzione della specie.

Si tratta dunque di studiare la narrazione, la fiction e la letteratura nel contesto della teoria dell’evoluzione e delle scienze cognitive, prendendo le mosse da recenti acquisizioni dell’archeologia cognitiva che mettono in relazione la produzione di utensili e lo sviluppo di capacità narrative. Si comprende così che la narrazione ha un ruolo decisivo nella costituzione del Sé e delle sue protesi esterne, come da tempo sostengono i teorici della mente estesa e della cognizione incarnata. Michele Cometa in Perché le storie aiutano a vivere dimostra che la letteratura è stata, ed è, necessaria per la vita dell’uomo e per la sua evoluzione.

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