Il presidente dell'Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi: "Continuo a respingere l'idea di una contrapposizione tra Torino e Milano. In questo momento, a differenza di due anni fa, il futuro del Salone è garantito. E non si può negare che Tempo di Libri abbia dato una scossa positiva...". Sul futuro della fiera milanese, su cui è in corso un dibattito tra le case editrici: "Ci siamo dati due settimane di tempo per studiare tutte le opportunità per far crescere TdL, a partire dalla migliore collocazione..."

La 31esima edizione del Salone del libro di Torino è stata appena archiviata con successo, ma già si pensa al 2019, sia in riferimento alla rassegna torinese, sia a Tempo di Libri, la fiera milanese nata tra le polemiche due anni fa, con il sostegno dell’Associazione Italiana Editori. Aie che si è riunita oggi, giovedì 17 maggio, per un doppio appuntamento (comitato di presidenza e consiglio generale) fissato da tempo. Tra i temi in discussione, inevitabilmente, anche il futuro della fiera di Milano.

Al termine del consiglio, il presidente dell’associazione Ricardo Franco Levi ha parlato con i giornalisti ricordando la missione dell’Aie, che non è solo la tutela degli interessi degli associati: “È fondamentale contribuire alla promozione della lettura, sia perché la crescita degli indici di lettura è una precondizione perché il mercato librario si allarghi sia, soprattutto, per l’interesse generale del Paese. Il progresso dell’Italia passa anche dallo sviluppo della propensione alla lettura”. Levi ha poi specificato quali sono gli ambiti in cui opera Aie, a partire dalla scuola e dall’università, ribadendo il ruolo della campagna #ioleggoperché a sostegno delle biblioteche scolastiche. Ed è dunque arrivato a dire la sua sui festival e le manifestazioni letterarie. Si è così giunti all’argomento più atteso della conferenza stampa: le fiere.

Per Levi “compito dell’Associazione Italiana Editori è contribuire affinché le fiere editoriali compongano un quadro armonioso e coerente“. Il presidente degli editori ha citato Napoli, Più libri più liberi a Roma, gestita proprio dall’Aie, Bologna Children’s Book Fair, fino ad arrivare a Torino e Milano: “In questi giorni ho letto molti articoli che parlavano di una vittoria del Salone di Torino ma, come ho detto sin dall’inizio della mia presidenza, non si tratta di un derby. Continuo a respingere l’idea di una contrapposizione tra le rassegne del capoluogo piemontese e del capoluogo lombardo”. Per Levi “hanno vinto sia Torino sia Milano. Il Salone ha registrato un indubbio successo di pubblico, senza dimenticare la qualità del programma. Allo stesso tempo, come sottolineato dai giornali all’indomani, anche la seconda edizione di Tempo di Libri è stata una vittoria, sia per le presenze in forte crescita sia, anche in questo caso, per la qualità del programma. Ciò dimostra che due fiere hanno tutto lo spazio per crescere e coesistere”.

A questo punto Levi, riferendosi a Torino, ha argomentato: “In questo momento, a differenza di due anni fa, il futuro del Salone è garantito. E non si può negare che Tempo di Libri abbia dato una scossa positiva. Non c’è dubbio che Torino abbia espresso un grande orgoglio, in particolare dopo la nascita della fiera milanese, ma ci tengo a ricordare che al Salone ci sono voluti anni e anni per sviluppare questo rapporto tra la città. Milano è solo alla seconda edizione, e ha grandi potenzialità di crescere“.

“Fatte queste premesse – ha proseguito il presidente dell’Aie – ora il tema è come rendere compatibili, anche per gli editori, Torino e Tempo di Libri. Tra l’altro, l’Associazione Italiana Editori ha un grande e importante socio, Fiera Milano, con cui siamo d’accordo di valutare le modalità più appropriate per far crescere la fiera. Ci siamo dati due settimane di tempo per studiare tutte le opportunità per far crescere Tempo di Libri“, che è dunque confermata anche per il 2019 (“Le fiere non si sospendono mai, non è all’ordine del giorno uno stop per Tempo di Libri l’anno prossimo. L’intento della riflessione è trovare la formula – e la collocazione temporale – che consenta lo sviluppo più adeguato”, ha aggiunto Levi).

“Oggi abbiamo due fiere molto vicine nel tempo e nello spazio, vedremo come renderle compatibili, ben sapendo che Torino resta a maggio”. L’obiettivo di Tempo di Libri “è raggiungere il pareggio al terzo anno, siamo sulla buona strada”.

Va detto che negli incontri di ieri in Aie non sono mancati i punti di vista critici nei confronti di Tempo di Libri. Di certo, per Levi e Fiera Milano non sarà facile individuare una nuova identità, come pure una nuova collocazione temporale per la fiera, che non porti a scontri con gli organizzatori di Bookcity, Più libri più liberi o dei principali festival. E che, soprattutto, sia sostenibile logisticamente ed economicamente per le case editrici grandi e piccole.

Sulla possibilità che Aie venga coinvolta nella gestione futura del Salone, Levi si è limitato a dichiarare: “Valuteremo se e quando ci saranno concrete proposte da parte delle istituzioni”.

Infine, in relazione alla nascita di Adei, l’Associazione degli editori indipendenti, Levi ha ribadito la sua posizione, dicendosi però “a favore del doppio tesseramento”.

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